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Cronaca locale

Disastro Navigli: una scia di gasolio lunga 28 chilometri ha raggiunto la Darsena: “Le quantità sono grandi”

Una gigantesca chiazza di gasolio lunga ben 28 chilometri sta risalendo il canale. Massima allerta per il disastro ecologico

La macchia di gasolio lungo il Naviglio Grande e la Darsena dei Navigli, Milano, 5 settembre 2026. ANSA/ PAOLO SALMOIRAGO

È stata una notte di lavoro incessante per i vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile, impegnati a contrastare il maxi sversamento di idrocarburi che ha raggiunto il Naviglio Pavese. La scia di gasolio, comparsa ieri, è arrivata a 28 km di lunghezza e sta minacciando l’area urbana di Milano.

Sono state installate sette barriere galleggianti per deviare e bloccare la sostanza, ma è stata comunque raggiunta la Darsena.

L’allarme è scattato nel pomeriggio di ieri, venerdì 4 settembre, in zona Pontevecchio di Magenta. Secondo le informazioni trasmesse fino ad ora, la fuoriuscita di materiale inquinante si è verificata durante un intervento programmato sulla rete fognaria. Lo sversamento è avvenuto all’improvviso, e il gasolio si è riversato nel canale. Secondo le autorità competenti, potrebbe essersi rotta una condotta, ma non viene esclusa nemmeno la possibilità di un tentativo di furto del carburante. Ci saranno indagini a riguardo.

Le operazioni di contenimento sono state avviate subito e stanno andando avanti da ore. I vigili del fuoco stanno cercando di arginare la massa di idrocarburi, dal momento che l’acqua del Naviglio Pavese viene prelevata per le irrigazioni. Purtroppo una parte del materiale inquinante ha raggiunto la Darsena. Tecnici Arpa hanno effettuato dei prelievi e dei campionamenti che serviranno ad accertare la natura del materiale inquinante. Al momento si presume si tratti di gasolio.

Sono state posizionate delle barriere tra Magenta, Robecco, Ozzero, Abbiategrasso, Trezzano e Corsico. Nella serata di ieri, la protezione civile ha provveduto a installare una barriera galleggiante in zona San Cristoforo, Milano, all’altezza della Canottieri Olona. Queste barriere si chiamano panne. Si tratta di barriere galleggianti realizzate in materiale oleofilo capaci di assorbire olio e respingere acqua. Vengono impiegate proprio per contenere e ripulire sversamenti accidentali. “Le quantità sono grandi”, ha fatto sapere l’assessore alla cura del territorio di Milano Marco Granelli.

“Si sta cercando di capire di che natura siano questi idrocarburi, non solo per risalire ai colpevoli, ma anche per mettere in essere tutte quelle attività che possano bloccare tutte le sostanze che sono state sversate”, ha scritto ieri su Facebook Simone Gelli, vicesindaco di Magenta.

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