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Cronaca locale

Soldi inviati dai residenti a Cinturrino in carcere

Non è solidarietà organizzata, non ci sono comitati né raccolte ufficiali: sono singoli gesti, piccole somme, una scelta in un quartiere che convive ogni giorno con lo spaccio e la sua violenza

Carmelo Cinturrino è stato destituito dalla Polizia: uccise il pusher a Rogoredo

C’è un pezzetto di città che, nonostante tutto, nonostante la cronaca, gli accertamenti, le ricostruzioni fatte fin qui, sta comunque dalla parte dell’ormai ex poliziotto Carmelo Cinturrino. In piazza Angilberto II, nel cuore del Corvetto, a pochi passi dal commissariato Mecenate, c’è chi da mesi manda soldi in carcere all’ex assistente di polizia che il 27 gennaio sparò al rampollo della famiglia che gestisce lo spaccio nel Boschetto di Rogoredo.

Non è solidarietà organizzata, non ci sono comitati né raccolte ufficiali: sono singoli gesti, piccole somme, una scelta, discutibile o meno, forse un modo per dire che qui, in un quartiere che convive ogni giorno con lo spaccio e la sua violenza, quell’episodio è stato letto anche come reazione a un’esasperazione diffusa. I residenti ne parlano, quasi sottovoce, davanti ai bar di piazza Angilberto o sulle panchine che guardano il commissariato. Non tutti condividono quel gesto, sia chiaro. C’è chi lo considera un pericoloso cortocircuito, chi teme che assolvere in anticipo un poliziotto finito sotto processo significhi legittimare l’uso indiscriminato delle armi. Niente sconti. Resta però la sensazione, condivisa da molti al Corvetto, di essere lasciati soli a gestire un problema che le istituzioni faticano a contenere. Il Boschetto di Rogoredo, del resto, è da anni sinonimo di uno dei mercati della droga più conosciuti d’Italia, nonostante i ripetuti interventi di bonifica, gli sgomberi e i controlli rafforzati. Chi vive nella zona racconta di un equilibrio fragile, fatto di convivenza forzata con lo spaccio e di una paura che non fa più notizia perché è diventata quotidianità. Il commissariato Mecenate, guidato da marzo da Carmine Mele, non commenta la vicenda giudiziaria, ancora aperta. Un processo dovrà stabilire cosa è successo quel 27 gennaio. E tutto il resto non conterà più.

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