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IL COMMENTO

Il caldo chiude pure il rifugio più alto

Arriva ora una notizia che rischia di gettarci nello sconforto: la chiusura del rifugio alpino più alto della Lombardia. Con il Cai Valtellina che ha annunciato lo stop al rifugio Marco e Rosa De Marchi - Agostino Rocca al Bernina che si trova a 3.609 metri sopra il livello del mare

In bici, a piedi o con le ciaspole. A Sondrio la montagna più autentica

Sembrava finita e invece non è così. Ci aspettano altri dieci giorni di afa torrida, di giornate e soprattutto notti ben al di sopra «delle medie del periodo». Il che significa 8-10 gradi in più rispetto agli agosti già di per sé caldi. Cifre che rendono ormai semplice la previsione di un’estate 2026 che sarà la più calda di sempre. E questo è già preoccupante, ma a rendere le notti ancora più insonni sono i meteorologi che prevedono sarà la più fredda di quelle che ci aspettano nel futuro più prossimo. E a dirlo non sono i soliti catastrofisti che sembrano godere nell’annunciarci un funesto avvenire, ma professionisti con buoni studi e altrettanta materia grigia. E quindi, forse per la prima volta, cominciamo a pensare che questa non sia un’emergenza, ma che questo agosto a Milano col bollino torrido, diventerà normalità e non più un’eccezione. Cosa fare allora pensando magari ai bambini e agli anziani per i quali queste condizioni meteo sono questione sanitaria e non di vacanze? Difficile dirlo, perché anche la fantascientifica ipotesi di trasferirli tutti al mare o in montagna, potrebbe non essere risolutiva. Del caldo mai visto nelle località in riva all’acqua già si sapeva, ma arriva ora una notizia che rischia di gettarci nello sconforto: la chiusura del rifugio alpino più alto della Lombardia. Con il Cai Valtellina che ha annunciato lo stop al rifugio Marco e Rosa De Marchi - Agostino Rocca al Bernina che si trova a 3.609 metri sopra il livello del mare. Il motivo? Le «avverse condizioni delle vie di accesso dovute al caldo anomalo» che ha danneggiato il manto nevoso e minaccia crepacci, frane e cedimenti del ghiaccio. Inevitabile con uno zero termico salito sopra i 4.200 metri. E quindi? Si salvi chi può.

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