Ci sono strade che non hanno una storia, sono solo un modo per arrivare da un punto A a un punto B nel minor tempo possibile. E poi c’è la statale 336, che porta a Malpensa e che invece una storia ce l’ha, ed è sempre la stessa: tamponamenti, frontali, code fino all’autostrada, il rito settimanale del traffico bloccato verso lo scalo aeroportuale. Ieri intorno alle 8.45, la storia si è ripetuta con una variante che di solito non c’è: dentro c’erano anche due bambini, e non erano di qui.
All’altezza di Somma Lombardo (Va) in via Giuseppe Giusti, un’automobile e un minivan nero a nove posti si sono scontrati frontalmente. Sul minivan, secondo le prime ricostruzioni, viaggiava un gruppo di turisti americani, reduce da un soggiorno in una struttura ricettiva nei pressi dell’aeroporto: tra i passeggeri, due bambini di 5 e 7 anni. Il classico ultimo tragitto di una vacanza italiana, il tragitto che si fa con la valigia già chiusa e il volo segnato sul telefono, si è trasformato in qualcos’altro.
Le persone coinvolte sono nove. I feriti, secondo il bilancio comunicato da Areu, sarebbero otto: nessuno, va detto subito perché è la prima cosa che si vuole sapere, risulterebbe in pericolo di vita. Uno dei feriti, però, verserebbe in condizioni più serie degli altri, e per questo sul posto sono arrivati anche due elisoccorso, insieme a cinque ambulanze e due automediche: una macchina dei soccorsi imponente, per una strada che di imponente ha solo il traffico che genera ogni giorno feriale e ogni sabato di rientro dalle ferie.
I Carabinieri della Compagnia di Gallarate sono al lavoro per ricostruire la dinamica dello scontro, che al momento resta da chiarire: chi ha invaso la corsia opposta, se ci sia stata una distrazione, un sorpasso azzardato, o semplicemente la sfortuna di trovarsi nel punto sbagliato di una strada che ha già inghiottito troppe cronache. I Vigili del fuoco di Varese e di Somma Lombardo si sono occupati della messa in sicurezza del tratto, mentre la Polizia Locale gestiva quel che restava della viabilità.
La statale, inevitabilmente, è rimasta chiusa in entrambe le direzioni: chi doveva prendere un volo lo ha saputo dai cartelli luminosi o dalle app di navigazione che segnalavano il rosso sul percorso, e ha dovuto reinventarsi un itinerario con gli stessi minuti di prima e molta meno pazienza. Anas ha deviato il traffico e gestito la riapertura, arrivata verso le 11.30: tre ore di paralisi, che su questa arteria sono ormai quasi un classico, salvo che stavolta la cronaca dei disagi passa in secondo piano rispetto a quella delle persone.
