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Cronaca locale

La casa in sospeso. Ma chi paga il conto?

A Napoli usa il caffè sospeso. Uno entra in un bar, ne ordina due (buoni), ne beve uno, li paga entrambi e chi arriva dopo se ne trova uno offerto

Urbanistica, resa dei conti: "Le colpe di questo pantano hanno nomi e cognomi"

A Napoli usa il caffè sospeso. Uno entra in un bar, ne ordina due (buoni), ne beve uno, li paga entrambi e chi arriva dopo se ne trova uno offerto. Da quelle parti quindi lasciare qualcosa in sospeso è un bel gesto. A Milano no, non di questi tempi almeno. Le inchieste sull’urbanistica degli ultimi due, tre anni hanno provocato sconquassi: indagini, arresti, interrogatori, cantieri messi sotto sequestro, una decina di procedimenti

aperti. E non è finita, anzi. Però poco tempo fa la prima sentenza ( di primo grado) sulla Torre Milano di via Stresa ha stabilito che non c’è stato nessun accordo illecito tra costruttori e Comune, nessun complotto per aggirare le norme. Meglio così. Peccato che in tutto questo tempo chi aveva investito i suoi denari in quello stabile sia rimasto in attesa di capire che fare, sperando di non perderci troppo, pagando magari interessi per mutui accesi o altre forme di finanziamento. Famiglie «sospese» le hanno chiamate e non sono

cinque, dieci, venti: sono 4.500. Un esercito che rischia di pagare il conto in una storia di cui non ha colpe. La domanda che si fanno è come un Paese civile possa sospendere la loro vita sulla base di una ricostruzione che poi un giudice definisce indimostrata. E il bello (si fa per dire) è che nessuno gli dà una risposta

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