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Cronaca locale

Tajani lancia Perego. La Russa: “Partita a tre”

Da Moratti a Craxi, i big azzurri spingono il sottosegretario alla Difesa

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Lo stato maggiore di Forza Italia scende in campo per Perego sindaco. Il nome del sottosegretario alla difesa Matteo Perego di Cremnago ha preso quota negli ultimi giorni e ieri il segretario nazionale Antonio Tajani ha dichiarato ufficialmente che è «il nome che verrà offerto agli alleati» da Fi, che nel risiko delle grandi città al voto nel 2027 punta a intestarsi Milano. É «un giovane membro del governo e parlamentare, impegnato nel settore della sicurezza con rapporti stretti con le forze dell’ordine - sottolinea -. Milano

merita di essere guidata da un giovane interprete di una città che deve cambiare, puntando su maggiore sicurezza e su una politica ambientale diversa, difendendo il proprio essere capitale economica del Paese. Ne parleremo con gli alleati per decidere insieme chi dovrà essere il candidato». Dopo di lui, è la presidente della Consulta nazionale di Fi ed ex sindaco Letizia Moratti a ribadire che Perego è «un profilo forte e credibile. É milanese, conosce profondamente la città e il suo tessuto economico e sociale, e ha maturato importanti esperienze nel mondo dell’impresa, in Parlamento e al Governo. Ha competenza, capacità e quella cultura liberale e moderata che appartiene alla migliore storia civica di Milano. Se la coalizione convergerà sul suo nome, avrà il mio convinto sostegno». Coniuga «novità ed esperienza - afferma la capogruppo dei senatori di Fi Stefania Craxi -, una sintesi rara e preziosa tra esperienza istituzionale e capacità di interpretare il cambiamento», espressione «di una nuova classe dirigente, profondamente radicata nella realtà milanese e capace di confrontarsi con le grandi sfide nazionali e internazionali. Milanese e autentico conoscitore della sua città» puntualizza a chi, tra gli esponenti locali di Lega e FdI, ha sostenuto che servono profili più «radicati» sul territorio. Al coro si uniscono il coordinatore regionale Alessandro Sorte («racchiude competenza, innovazione e profonda conoscenza della città» ed è capace di «intercettare anche l’elettorato riformista») e l’assessore regionale Fi Gianluca Comazzi («è il profilo più indicato per parlare al mondo moderato e produttivo»).

Il presidente del Senato Ignazio La Russa che da due anni sponsorizza il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi ieri ha puntualizzato che «avevamo delegato a Roma la responsabilità di trovare una strada, se ho capito bene ha scelto quella del nome politico, negata fino a ieri da alcuni alleati», leggi Fi, «fino a ieri c’era un solo politico sul tavolo, Lupi, che continuo a dire sia un’ottima scelta», ma aggiunge che sono «ottime persone anche Perego che conosco da tempo e Silvia Sardone», vicesegretaria della Lega. Quindi, la partita è tra loro tre e il centrodestra è in ottime mani». Ricorda che a proporre per primo Perego mesi fa «è stato il ministro FdICrosetto, Tajani è arrivato secondo». E fa «un appello ai civici che avevano dato disponibilità: non vanno disperse, sono grandi risorse e li invito fin da ora a un incontro». Parla di Antonio Civita, Giovanni Terzi, Antonino La Lumia, Alessandro Spada, l’ex Fi Pietro Tatarella. Anche la senatrice FdI Daniela Santanchè ricorda che c’è un tris di politici. Il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina torna a difendere il principio che «ogni forza politica ha il diritto e dovere di avanzare la propria proposta per poi convergere uniti sul profilo più competitivo e la Lega sosterrà Sardone». Secondo i rumors, il partito sarebbe più concentrato su altri Comuni al voto in Lombardia. E se non dovesse quadrare il risiko potrebbe tornare su un civico, l’ex presidente di Assolombarda Spada. Perego «è un nome assolutamente degno della valutazione dei leader, la Lega presenterà i propri e decideranno» afferma il sottosegretario leghista Alessandro Morelli. Non esiste «un diritto di prelazione - replica a Fi il coordinatore regionale di Noi Moderati Alessandro Colucci -, su tavolo ci sono altri nomi altrettanto autorevoli e la decisione spetta ai quattro leader». La senatrice Mariastella Gelmini (Nm) afferma che «è positivo che finalmente tutti si siano accorti che a Milano serve un politico. É chiaro che per noi Lupi resta il migliore per vincere».

Chiara Campo

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