Ben 7.852 bombole di protossido d’azoto, un gas additivo aromatizzante per uso alimentare ma che può anche essere utilizzato impropriamente per i suoi effetti esilaranti o psicoattivi (la cosiddetta «droga del palloncino») sono state sequestrate dal Nucleo Anti Sofisticazioni e Sanità dei Carabinieri nel Milanese, che hanno denunciato un uomo di 27 anni. L’intervento è scattato giovedì scorso ma è stato riferito solo ieri dai Nas di Milano: presso un deposito di bombole a Zibido San Giacomo (Milano) i militari hanno appurato diverse irregolarità nella vendita e nello stoccaggio del materiale, racchiuso in bombole da 0,6 o da 2 Kg, per un valore complessivo di oltre 200mila euro. L’attività è stata sospesa e al titolare sono state comminate contravvenzioni per 5mila euro.
Il consumo del gas esilarante inizia a essere pericolosamente diffuso tra giovani e giovanissimi in città tanto che Amsa ha affidato a una ditta esterna la raccolta e lo smaltimento delle bombolette che vengono trattate come «rifiuto speciale». Dal gennaio 2025 le uscite per questi interventi sono raddoppiate tanto che si è arrivati a 30 «viaggi» al mese, pari al ritiro di 150 bombolette ogni 30 giorni solo sul Comune di Milano. Il gas si inala dai palloncini riempiti, i contenitori possono essere sia le bombolette sia le più pratiche fialette da 8 grammi (quantità sufficiente a riempire un palloncino) che si usano in cucina e poi si gettano nell’indifferenziato.
L’Agenzia europea sulle droghe ha segnalato che l’uso ricreativo del protossido di azoto è aumentato soprattutto fra i giovani perché la sostanza è economica (la bomboletta da 8 grammi costa un euro), legale e facile da reperire. La stessa fonte indica come principali rischi quelli neurologici, traumatici da caduta o svenimento. Così se il consumo del gas si sta diffondendo rapidamente, non altrettanto l’informazione relativa alle gravissime conseguenze che questa sostanza provoca nell’organismo, in particolare al sistema nervoso.
Il protossido di azoto usato come anestetico una tantum non provoca effetti dannosi, ma «l’inalazione ripetuta scatena danni cellulari importanti, anche sistemici e non solo ai neuroni - spiega il direttore del Centro Antiveleni della clinica Maugeri di Pavia Carlo Locatelli -. La sostanza abbassa i livelli di vitamina 12, associata all’aumento di omocisteina, aminoacido che in eccesso provoca una serie danni alla circolazione sanguigna, al sistema nervoso, a nervi e al midollo. Quando i danni sono evidenti si trasformano da formicolii a difficoltà a camminare». I casi trattati sono ancora in numero insufficiente per poter dire se i danni provocati siano o meno reversibili, quello che è stato osservato è che «in alcuni casi l’organismo auto ripara i danni, in altri non riesce». Il problema è che questo gas si trova facilmente in vendita nelle discoteche e nei locali, trattandosi di un gas alimentare il commercio è attualmente consentito ma ciò impedisce che si inizi a prendere consapevolezza della terribile tossicità della sostanza.
