«Non riusciamo più ad andare avanti in questo modo. La facciamo finita. Perdonateci». I biglietti, indirizzati e rivolti ai genitori, fratelli e sorelle, sono tutti firmati da Luca Abbasciano e dalla moglie Valentina Pambianco. Sono scritti in prima persona plurale e sarebbero la prova certa che il massacro sia stato deciso e voluto da entrambi i coniugi. Ognuno scritto rivolgendosi al singolo destinatario. Non hanno voluto risparmiare nemmeno il loro cane al quale la piccola Bianca era particolarmente affezionata e che senza padroni sarebbe quasi certamente finito in un canile.
Una bruttissima storia, di quelle che lasciano il segno e non solo a quanti conoscevano e volevano bene a Luca e a Valentina. «Una famiglia splendida - commenta un vicino ai cronisti assiepati davanti all’abitazione dov’è avvenuta la tragedia - La bambina era legatissima al cane. Lui poi era contro la caccia, non riesco a spiegarmi perché avesse una pistola in casa». Nata nel 2001 in piena pandemia da Covid19, Bianca era affetta da gravissime patologie che la costringevano a letto.
«La famiglia trovata senza vita nell’appartamento a Pietralata - spiega il presidente del IV Municipio della capitale, Massimiliano Umberti era seguita dai nostri servizi sociali, la figlia era disabile grave. Bravissime persone, che lottavano da anni.
La mamma non si era mai rassegnata alla malattia della figlia. Ancora non sappiamo la dinamica di quanto accaduto ma tengo a precisare che non si tratta di una situazione di marginalità e nonostante noi, come amministrazione, li avessimo in carico, nonostante fossero seguiti anche economicamente, non è bastato. Oggi c’è tanto rammarico e, soprattutto, disperazione perché di fronte a determinate questioni non abbiamo una soluzione».
Il minisindaco continua: «Non conoscevo personalmente i due genitori - spiega - ma da quello che sappiamo, dalle prime cose che mi hanno detto i nostri uffici, è che comunque c’è sempre stata una lotta per l’accettazione della malattia. Non so se oggi non ce l’hanno fatta più. È un dramma. Come istituzione sicuramente saremo presenti ai funerali. Il più grosso male è che di fronte a determinate problematiche non si riescono a dare delle risposte più efficaci. Perché non se ne ha la possibilità». Il pm titolare delle indagini avrebbe richiesto alla Asl di competenza tutta la documentazione relativa alla piccola Bianca per avere un quadro più completo possibile della situazione, e della disperazione, vissuta dai genitori sin dalla sua nascita. E per accertarsi che i biglietti trovati nell’appartamento siano stati effettivamente scritti dalle vittime, la Procura di Roma avrebbe richiesto la perizia di un esperto grafologo.
