Venti minuti al telefono con il 112, Lorena, rinchiusa nel bagagliaio dell’auto dell’ex compagno, per cercare di farsi rintracciare dai soccorritori. Trenta minuti in bilico oltre il guardrail del viadotto sull’Autosole, Federico, a parlare con gli uomini della Polstrada dopo aver gettato nel vuoto la sua ex.
Il tempo ha scandito, in modo molto diverso, le ultime ore dei due protagonisti dell’omicidio-suicidio di mercoledì lungo il tratto mugellano dell’A1: la vicenda era iniziata nel quartiere fiorentino di Rifredi con un appostamento in un garage, dove il 36enne Federico Vella aveva atteso la ex, Lorena Isceri. A quel punto l’uomo l’aveva picchiata, legata mani e piedi con delle fascette e rapita, costringendola all’interno del bagagliaio dell’auto. La 46enne era riuscita ad agguantare il cellulare nello zaino e a chiedere aiuto sia alla madre che a un amico, senza successo, prima di comporre il 112 e chiedere ai soccorritori di geolocalizzare il telefono. Una volta giunti sul posto, però, Vella ha gettato l’ex compagna dal viadotto, uccidendola dopo un volo
di oltre 25 metri. Pochi istanti più tardi sono arrivati sul posto gli uomini della Polstrada. A quel punto l’assassino maglietta nera e pantaloni bianchi è rimasto per oltre 30 minuti in bilico oltre il guardrail. Durante il viaggio l’uomo avrebbe rivelato ad alcuni amici le sue intenzioni, dal cavalcavia ha avuto il tempo di scrivere l’ultimo messaggio su Instagram, «Addio a tutti», a corredo di un post dedicato alla fine della relazione con la vittima, avvenuta ad agosto dopo una vacanza in Grecia. L’uomo ha poi iniziato a interloquire con le forze dell’ordine che avevano localizzato l’auto, parcheggiata poco distante, e trovato il corpo della donna sull’asfalto. Mezz’ora in cui poliziotti e vigili del fuoco hanno tentato di tutto per convincere il 36enne fiorentino a non buttarsi. «Fede non farlo» si sente nitidamente nel filmato registrato da un poliziotto. A quanto risulta, Vella ha accettato di parlare solo con una poliziotta che si è piazzata da sola in mezzo alla carreggiata, mentre gli altri indietreggiavano. «Mi ha aggredito, mi trattava male» ha urlato agli agenti mentre si trovava in bilico sul viadotto. «Era la donna più bella» ha riferito
ancora, prima di gridare disperato: «Sparatemi, mi odiate tutti». Gli agenti hanno tentato in ogni modo di farlo desistere, ma senza successo: mentre la poliziotta stava facendosi avanti per parlargli, l’uomo si è buttato nel vuoto, morendo sul colpo. Gli investigatori, coordinati dal Pm Antonio Natale e dal dirigente della Mobile di Firenze Domenico Balsamo, hanno messo sottosopra la casa dei due, per cercare di capire cosa possa aver fatto scattare la furia nell’uomo. Sul corpo di Lorena verrà eseguita un’autopsia per accertare se la morte sia avvenuta prima o a causa dell’impatto. Resta il dolore per l’ennesimo femminicidio: a quanto pare, la donna originaria della provincia di Lecce e impiegata in un’azienda farmaceutica specializzata in medicina veterinaria aveva paura dell’ex compagno ma non voleva denunciarlo per non rovinargli la vita.
