I soccorritori hanno tentato a lungo di farlo desistere dal proposito di togliersi la vita, ma nonostante una trattativa andata avanti per oltre mezz’ora Federico Vella, l’omicida di Lorena Visceri, si è lanciato nel vuoto, precipitando da un’altezza di 25 metri: i fatti, verificatisi lungo il viadotto dell’autostrada Panoramica che mette in collegamento Firenze e Bologna, sono stati ripresi dalla telecamera di uno degli agenti di polizia intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco.
In quel momento, anche se nessuno dei presenti lo sapeva ancora, sotto, alla base dei piloni in cemento, giaceva ormai esanime il corpo della ex compagna di 45 anni dell’uomo. Secondo le prime ricostruzioni, l’impiegato fiorentino l’avrebbe spinta giù quando era forse ancora in vita, al culmine di un’escalation di violenza iniziata nel garage della donna. Lì l’aveva aggredita, immobilizzata con delle fascette e sequestrata, incapace di rassegnarsi alla fine della loro storia, interrotta ai primi di agosto.
Sono stati quasi 40 minuti di trattative disperate, con gli agenti della polizia stradale di Pian del Voglio e i vigili del fuoco impegnati in ogni modo a impedire che il 36enne si suicidasse. Nel video registrato da uno dei poliziotti presenti, si distingue chiaramente una voce che lo supplica: “Fede non farlo”. La pattuglia della stradale aveva raggiunto il viadotto a sirene spiegate grazie alla localizzazione d’urgenza del dispositivo da cui Lorena era riuscita a lanciare una richiesta di soccorso mentre si trovava ancora chiusa all’interno del bagagliaio della sua auto.
Nonostante le enormi difficoltà di tracciare tramite geolocalizzazione un dispositivo elettronico in costante movimento, gli agenti erano riusciti a intervenire in tempi rapidi, anche se purtroppo al loro arrivo sul posto la 45enne aveva già perso la vita. L’omicida, scavalcato il guardrail, teneva nel frattempo a debita distanza i soccorritori, minacciando di gettarsi di sotto se solo qualcuno avesse tentato di avvicinarsi troppo a lui. “Mi ha aggredito, mi trattava male”, gridava il 36enne in preda alla disperazione poco prima di saltare nel vuoto.
Le sue intenzioni appaiono evidenti, per cui i vigili del fuoco e i poliziotti continuano a interagire con lui ma tenendosi bel lontani e in ginocchio, così da non dare l’idea di avere l’intenzione di avventarsi su di lui per impedirgli di compiere il gesto estremo. “Era la donna più bella”, aggiungeva Vella, come riportato da La Nazione, chiedendo agli agenti di aprire il fuoco e di ucciderlo: “Sparatemi”.
Nel corso della trattativa i presenti vengono informati del fatto che per la donna non c’è ormai più nulla da fare: analizzando dalla centrale i filmati delle videocamere di sorveglianza installate in quel tratto stradale, i poliziotti assistono alla tragica sequenza dell’omicidio. Ciò nonostante proseguono i tentativi di riportare alla ragione l’impiegato fiorentino: “Mi odiate tutti”, grida l’uomo verso i presenti.
L’agente che sta riprendendo la scena cerca di tranquillizzarlo, proponendogli di lasciarlo solo con una poliziotta con cui l’omicida pare più incline a interloquire: “Se vuoi noi ci allontaniamo”. La donna in divisa si avvicina, mentre gli altri fanno qualche passo indietro, ma pochi istanti dopo un urlo squarcia il silenzio: “Nooooooo”, si sente nel filmato. “Si è buttato”, confermano dalla radio di servizio alla centrale.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Antonio Natale, tenteranno ora di far luce sulle cause della furia omicida che ha guidato il 36enne e su quelle del decesso della donna: gli esami autoptici potranno chiarire se era ancora viva quando il suo ex l’ha gettata dal cavalcavia.
