«I genitori in Sicilia riceveranno il cordoglio di un Comando intero e di una città che ha perso non un uomo perfetto, ma un uomo che ha scelto ogni giorno di esserlo».
Bastano le parole bisbigliate dalla collega in lacrime che esce dal Comando del Municipio 4, in via Oglio, coprendosi il viso con gli occhiali da sole e la visiera di un cappellino con l'improbabile scritta «Happy», a raccontare in pochi accorati concetti l'agente della Polizia Locale Francesco Imprezzabile. Il vigile motociclista, che ad agosto avrebbe compiuto 40 anni, è morto lunedì sera per un incidente stradale durante l'inseguimento di un suv, un'Audi Q7 che non si era fermato all'alt di un posto di blocco, partito da via Vittorini, a Ponte Lambro, alla periferia sud est di Milano e proseguito in via Milano nel comune di Peschiera Borromeo, la strada a due corsie, in campagna, che costeggia la pista di Linate. Mentre tallonava l'Audi Imprezzabile è stato perso di vista dagli altri colleghi che lo seguivano insieme alla Polstrada. Sono stati loro, i vigili, a notare poco dopo la sua moto a terra e il corpo a qualche metro di distanza. Imprezzabile era già in arresto cardiaco. Immediatamente soccorso, è stato trasportato con l'elisoccorso all'ospedale Niguarda, dove purtroppo è mancato attorno alle 22.30. Durante un'indagine lampo i suoi colleghi di Milano e di Monza sono riusciti a risalire al suv, ritrovato a Pioltello e intestato a una società di noleggio e a chi lo guidava, un albanese di 27 anni già sottoposto alla misura dell'obbligo di firma per un altro reato e fermato a Monza. L'uomo, che ha ammesso di non essersi fermato all'alt perché aveva con sè un po' di hashish e non voleva guai, ha detto che era in auto con altre tre persone e ha spiegato di non essersi accorto che Imprezzabile era caduto. Ora è in carcere a San Vittore con l'accusa di fuga pericolosa e indagato a piede libero per omicidio stradale. Tutto questo dopo che la Procura, nella persona della pm Francesca Crupi, ha escluso che ci sia stato uno speronamento tra l'auto dei fuggitivi e la moto di Imprezzabile.
«Una volta so che ha tenuto per mano un'anziana che aveva perso l'orientamento fino all'arrivo dell'ambulanza, parlandole piano in dialetto siciliano perché la voce le ricordasse casa. Solo presenza. Solo umanità» ricorda sempre la collega del Comando di via Oglio parlando dell'agente morto.
Originario di Mazara del Vallo, Francesco Imprezzabile abitava a Sesto San Giovanni. Genitori lontani, nessuna moglie, nessun figlio. La sua famiglia era diventata questa: il Comando, le strade, le persone da proteggere. Fino al 2021 aveva fatto il driver per le escort della recente inchiesta sui calciatori e l'agenzia milanese «Made». Solo il driver. Non ha commesso alcun reato. Il suo nome è scritto nelle carte, ma come presenza, non come autore di fatti illeciti.
Prima aveva fatto il buttafuori e il bodyguard. Poi, nel 2022, ha indossato l'uniforme della Polizia Locale e aveva deciso che quella sarebbe stata la sua ultima uniforme. E lo è stata, fino all'ultimo respiro.
Livido per il dispiacere e la rabbia di una fine tanto assurda il comandante della Polizia Locale di Milano Gianluca Mirabelli, rimasto tutta la notte sul luogo dell'incidente durante i rilievi dell'incidente, ieri in conferenza stampa al comando di piazza Beccaria dopo il fermo dell'albanese, ha dichiarato: «Ho perso uno dei miei uomini. Amava il suo lavoro e l'ha dimostrato.
Forse l'amava troppo. Mando un abbraccio alla famiglia, con i genitori siamo già in contatto e sanno che siamo al lavoro per ricostruire la dinamica. Da ieri sera (lunedì per chi legge, ndr) non ci siamo fermati un secondo».