Coronavirus

Adesso i controlli a tappeto Cosa si rischia nel weekend

L’obiettivo è quello di evitare assembramenti e limitare i danni il più possibile. Stazioni e aeroporti saranno sorvegliati speciali

Adesso i controlli a tappeto Cosa si rischia nel weekend

Il prossimo fine settimana è da bollino rosso perché considerato il più pericoloso. Centri storici, stazioni e aeroporti saranno sorvegliati speciali, proprio per evitare assembramenti e cercare, per quanto possibile, di limitare i danni. Come riportato da Repubblica, è stato stimato che saranno decine di migliaia gli italiani che si muoveranno prima dello stop nazionale ai movimenti tra regioni, che dovrebbe iniziare il prossimo lunedì, 21 dicembre. Insomma, si ha un fine settimana intero per raggiungere parenti e seconde case, sia in auto che a bordo di treni o aerei.

Un fine settimana da bollino rosso

A muoversi saranno soprattutto studenti fuorisede, proprietari di seconde case e parenti che non vedono l’ora di riabbracciare, si fa per dire in tempi di pandemia, familiari lontani. Del resto, come hanno sottolineato diversi sindaci, come quello di Milano, Giuseppe Sala, se è consentito, gli italiani lo possono fare. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto però un appello: “Bisogna assolutamente evitare gli assembramenti: è legittimo che le persone possano in queste ore fare acquisti ed essere in giro, però non dobbiamo andare tutti nello stesso posto. È fondamentale se non vogliamo poi essere costretti a ulteriori restrizioni molto dure”. Sarà compito del Viminale pensare a dei controlli appropriati per evitare assembramenti. Gli strumenti da mettere in campo sono diversi, si può pensare a dei checkpoint, ai contapersone, ai divieti di stazionamento o ancora a dei sensi unici per i pedoni.

Sorvegliate speciali saranno le stazioni ferroviarie di due grandi città: Milano e Roma. Le prenotazioni di biglietti degli ultimi giorni, molti treni fanno registrare il tutto esaurito, fanno capire che gli spostamenti saranno importanti. Il compito di controllare i viaggiatori e indirizzarli verso percorsi dedicati per misurare la temperatura corporea e visionare il titolo di viaggio sarà affidato alle forze dell’ordine. Molti gli agenti, almeno 15mila, quelli che saranno dispiegati alla Stazione Centrale di Milano e a Roma Termini.

Fino a domenica non vi sarà bisogno di portare con sé l’autocertificazione, dato che l’Italia è quasi tutta di colore giallo. Per coloro che si sposteranno in Regioni ancora arancioni, come Val d’Aosta, provincia di Bolzano, Toscana, Abruzzo e Campania, ci sarà qualche accorgimento in più e sarà richiesta l’autocertificazione. Uomini della Polfer e della polizia stradale saranno in campo per controllare treni e strade. L’esodo è previsto già da venerdì prossimo.

Poter decisionale a sindaci e prefetti

Sindaci e prefetti, secondo quanto contenuto nel Dpcm, avranno il potere decisionale di disporre chiusure al fine di evitare assembramenti. La loro speranza sembra però quella che alla fine ci pensi il governo, in modo da non figurare in prima persona. L’unico a disporre il divieto di stazionamento in quasi tutta la città è stato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: camminare va bene, fermarsi no. Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, nella giornata di ieri ha incontrato i sindaci per decidere come muoversi. “Ho visto uno spettacolo immondo: nonostante la crisi, il collasso della sanità, non si è fermato l’assalto alle città. Il sindaco di Treviso ha dovuto transennare la città domenica pomeriggio: ai varchi si sono contate 50mila persone quando nel centro vivono in 8.500 e 80mila in tutto il comune” ha detto Zaia che, insieme a Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, chiede a Palazzo Chigi un rafforzamento dei controlli o di impedire a chi abita nell’hinterland di raggiungere le città. Anche Bologna, Napoli, Torino, Firenze e città della Puglia stanno pensando a cosa fare per passare incolumi il prossimo fine settimana di fuoco.

Il senso unico pedonale è stato già sperimentato con successo anche sotto la galleria Vittorio Emanuele a Milano e, nelle vie dello shopping, i varchi con contapersone sembrano l'unica soluzione per rallentare i flussi di persone. Da tenere sotto controllo anche entrate di ristoranti e bar, per cercare di mettere in campo pranzi, colazioni e aperitivi a prova di rischio. Almeno fino alle 18, orario di chiusura.

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