Coronavirus, in Italia 629 nuovi positivi e 4 decessi

I dati del bollettino sono stati aggiornati. Sono quattro i morti nelle ultime 24 ore e oltre 600 i nuovi casi

In Italia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 629 nuovi casi da coronavirus e quattro decessi. Questi i dati che emergono dall’ultimo bollettino aggiornato sulla pandemia del Covid-19. Dall’inizio dell’emergenza, nel nostro Paese sono almeno 253.438 i soggetti che hanno contratto il virus. Non si arresta quindi la crescita dei nuovi casi che ha portato il Ministero della Salute a parlare di una nuova allerta. Con conseguente possibilità di ulteriori misure restrittive. Senza contare che a breve le strutture scolastiche dovrebbero riaprire. Di coloro che sono rimasti contagiati, 35.392 sono morti e 203.640 sono stati dimessi. In questo momento le persone accertate positive al coronavirus sono 14.406. Il numero sale a 253.438 se vengono contati anche i decessi e i guariti dall’inizio della pandemia.

Regione per Regione

Ecco i dati dei casi totali Regione per Regione, ovvero i soggetti trovati positivi dall’inizio dell’emergenza, comprensivo di morti e guariti. Lombardia 97.319, Emilia-Romagna 30.385, Veneto 21.132, Piemonte 32.044, Marche 7.030, Liguria 10.446, Campania 5.232, Toscana 10.799, Sicilia 3.727, Lazio 9.059, Friuli-Venezia Giulia 3.499, Abruzzo 3.558, Puglia 4.843, Umbria 1.545, Bolzano 2.793, Calabria 1.345, Sardegna 1.489, Valle d’Aosta 1.217, Trento 5.003, Molise 487, Basilicata 486.

I positivi non sono malati

Nei giorni scorsi il professor Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha tentato di spegnere gli allarmismi dichiarando che i positivi non sono malati e respingendo gli attacchi della Fondazione Gimbe, asserendo che “i positivi non hanno valore medico. Nel 99% dei casi il contagiato non manifesta una sintomatologia clinica. Aveva inoltre detto che il governo fa bene ad adottare con le regioni tutte le norme per cercare di identificare precocemente i focolai. Ancora però c’è chi prospetta nuovi lockdown.

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