Il primario di Cremona: "Covid lascia infezioni persistenti"

Il primario dell'ospedale di Cremona, il Dott. Angelo Pan, racconta la terribile esperienza quotidiana con il virus che definisce "schifezza mai vista". La complessità è che "non attacca solo i polmoni, lascia forme di infezione persistenti. Ogni giorno viene fuori una nuova sorpresa". E mette in guardia dalla Fase 2

Il primario di Cremona: "Covid lascia infezioni persistenti"

Il virus non lo nomina mai, lo definisce semplicemente "schifezza". A parlare è il primario dell'ospedale di Cremona, il Dott. Angelo Pan, uno degli ospedali lombardi più bersagliati dai casi Covid-19.

"Non è finita qui"

Purtroppo non credo sia finita qui, l’infezione lascia strascichi con cui dovremo continuare a fare i conti”, dice il dottore, che ne ha visti tantissimi soffire ed alcuni anche non farcela, in giorni “terribili, come stare all’inferno, con i malati che continuavano ad arrivare, i letti che non bastavano mai e neanche il tempo di bere un bicchiere d’acqua”.

"Schifezza mai vista"

Stanco, provato, "una schifezza così non l’avevo mai vista” come lui stesso dice ad apertura di intervista all'Huffingtonpost, sottolinea quanto sia subdolo questo virus perché, in alcuni casi, non sparisce nemmeno dopo due mesi e perché esistono una serie infinita di asintomatici che "sono il vero rischio ora che si andrà a riaprire dopo il lockdown”, precisa il medico, che sottolinea come all'inizio si sia pensato ad un virus che attaccasse quasi esclusivamente i polmoni "perché un gran numero dei ricoverati in ospedale non respirava ma ci saranno altre “sorprese”, ogni giorno ne viene fuori una nuova", racconta.

"Altro che influenza..."

Il rischio concreto è che il Covid possa lasciare strascichi o innescare altri problemi all'organismo. “Non siamo di fronte all’influenza neanche per sbaglio, abbiamo la sensazione che questa schifezza inneschi nuove problematiche - afferma Pan - forme di infezioni persistenti, ad esempio. Di fronte a queste evidenze, dobbiamo stabilire che tipo di studi ed esami effettuare, usare criteri diagnostici precisi. Anche perché non abbiamo idea di quale terapia utilizzare”.

L'infiammazione nei bambini

Proprio in questi giorni, in Italia ed in altri Paesi del mondo stanno venendo fuori alcuni sintomi nei bambini che potrebbero essere direttamente collegati al Covid-19, come la "sindrome di Kawasaki", una superinfiammazione che colpisce i più piccoli. "Prossimamente faremo un’analisi per capire quanti polmoniti Covid e quanti polmoniti nei bambini ci sono “sfuggite” prima che il maledetto virus esplodesse con tutta la sua forza”.

"Genio del male"

Per tutte queste ragioni, medici e scienziati non hanno più timore nel definire il virus come un "mostro", che il Dott. Pan definisce "genio del male, capace di avere facce diverse e causare problemi differenti. La sua capacità di truccarsi e adeguarsi all’ambiente lo rendono il virus peggiore col quale abbiamo avuto a che fare negli ultimi decenni. Per rendersi conto di quanto è terribile, basta vedere il disastro che ha causato”.

Fase 2, rischio asintomatici

Dal 4 maggio non ci sarà un "liberi tutti" ma molte attività riprenderanno il loro corso e si potranno incontrare familiari, parenti ed amici. Il rischio maggiore di contagio, per il dottore, è rappresentato dagli "asintomatici che eliminano il virus dalle secrezioni" e che sono "un rischio per tutti. Nella fase 2 sicuramente ci sarà una discreta quota di persone che può infettarne altre e un’altra che si infetterà”. L'unica via per uscirne salvi è "indossare la mascherina, mantenere la distanza sociale e lavarsi frequentemente le mani. Non è matematico contrarre l’infezione".

Il caso Lombardia

A posteriori, il virologo crede che sarebbe stato meglio applicare il lockdown qualche giorno prima sarebbe stato meglio e che va appurato quanto accaduto nelle Rsa, anche in virtù di una possibile seconda ondata. “Ci saranno altri fuochi, sì. Ma in Lombardia, dove questa schifezza ha lasciato segni così pesanti, siamo pronti a gestire eventuali nuove situazioni. Non vorrei che altrove si sottovalutasse il problema, che resta drammatico", conclude il medico.