Francesca, morta di droga e lasciata in una vasca fino al mattino successivo

Sarebbe morta per overdose, Francesca Manfredi, una ragazza bresciana ritrovata senza vita in una vasca da bagno a casa di amici. La procura di Brescia ha aperto un'inchiesta

Potrebbe essere morta per un mix di alcol e droga Francesca Manfredi, una ragazza di soli 24 anni, ritrovata senza vita in una vasca da bagno a casa di amici la mattina di domenica 23 agosto. Gli agenti della squadra mobile di Brescia, a capo delle investigazioni, non escludono l'ipotesi dell'omissione di soccorso da parte delle persone che erano con lei: avrebbero allertato le Forze dell'Ordine troppo tardi. La procura di Brescia ha aperto una indagine e iscritto nel registro degli indagati due amici della ragazza.

La tragedia

Un sabato notte dal risvolto drammatico quello che è costato la vita a Francesca Manfredi. La giovane avrebbe trascorso qualche ora in un locale di Brescia insieme alla sua compagnia poi, tutt'insieme, si sarebbero spostati a casa di amici dove avrebbero proseguito la serata. C'erano la musica e i superalcolici ma, soprattutto, girava la droga. Ad un certo punto, la 24enne avrebbe accusato un malore accasciandosi lentamente sul pavimento. Certi che non fosse nulla di grave, e che da lì a poco si sarebbe ripresa, gli amici l'avrebbero adagiata, vestita, in una vasca da bagno ricolma di acqua e ghiaccio. Hanno aspettato che rinvenisse, forse, hanno atteso troppo: Francesca non si è più risvegliata.

I soccorsi

Ad uccidere la ragazza potrebbe esser stato un mix letale di droga e cocktail. Ma il nodo da sciogliere in questa drammatica vicenda resta quello legato ai soccorsi. Stando a quanto si apprende dal Corriere della Sera, gli amici della giovane avrebbero allertato il 112 soltanto alle ore 10 del mattino di domenica quando, si presume, fosse passato già molto tempo dal malore. Per questo motivo, in sede di esame autoptico, sarà fondamentale stabilire l'ora esatta oltre alla causa del decesso. Un intervento tempestivo avrebbe potuto salvare la vita?

Ipotesi omissione di soccorso

Tutti quelli che sabato hanno trascorso la serata con Francesca, ieri pomeriggio, sono stati sentiti in questura alla presenza del Pm di turno Carlotta Bernardini. Il dubbio è che gli amici della ragazza abbiano temporeggiato a lungo, probabilmente per un errore di valutazione, prima di telefonare ai carabinieri. Dai messaggi che si sono scambiati su WhatsApp poco dopo la tragedia, si evince che fossero frastornati e spaventati. Hanno creduto che la 24enne si riprendesse, che l'acqua gelida in cui l'avevano immersa le avrebbe giovato. Ma non è andata così. Ora, due persone che erano con lei sono finite nel registro degli indagati nell'indagine avviata dalla questura di Brescia.

Un'adolescenza difficile

Francesca amava i tatuaggi e le serate in discoteca. Ventiquattro anni e una vita ancora da scrivere, progettare e programmare. Aveva degli impieghi saltuari, talvolta lavorava come cameriera in una pizzeria; delle altre serviva ai tavoli di un pub all'ingresso della A4. Faceva il possibile per sbarcare il lunario. Aveva avuto un'adolescenza segnante imparando, troppo presto, a cavarsela da sola. Un amico d'infanzia racconta che nei giorni precedenti alla tragedia Francesca era passata nel suo negozio confidandogli di voler cambiare, una volta per tutte. Essere finalmente ''pulita''. Si conoscevano sin dai tempi dell’asilo, lui sapeva quanto lei fosse ''fragile'', propensa a farsi trasportare da chi, forse, non sempre voleva il suo bene. Ma di rinascere, Francesca, non ne ha avuto il tempo.

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