"Favori per l'Ilva". Arrestato Piero Amara, l'avvocato del caos Procure

La procura di Potenza ha disposto misure cautelari per presunti favori relativi a procedimenti che riguardavano l'ex Ilva di Taranto

"Favori per l'Ilva". Arrestato Piero Amara, l'avvocato del caos Procure

Arriva un importante sviluppo nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità commesse dall'ex procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo: i magistrati di Potenza hanno notificato una serie di nuove misure cautelari in un filone riguardante l'ex Ilva di Taranto per presunti favori a un imprenditore nei rapporti di lavoro con l'azienda siderurgica. Stando a quanto appreso e riportato dall'Adnkronos, Piero Amara è finito in carcere. L'avvocato siciliano, a cui viene contestata la corruzione in atti giudiziari sia a Trani sia a Taranto, nelle ultime settimane ha fatto tremare la politica e il Csm. Per Capristo invece è stato disposto l'obbligo di dimora a Bari.

I fatti contestati risalirebbero al periodo nel quale l'ex capo della procura ionica era procuratore a Taranto e riguarderebbero anche un patteggiamento legato all'ex Ilva. Amara in passato è stato consulente legale di Ilva (quando l'azienda era in amministrazione straordinaria) e proprio in tale veste avrebbe avuto rapporti con Capristo. Le misure riguardano anche Giacomo Ragno (l'avvocato di Trani già condannato a 2 anni e 8 mesi nell’indagine sul "Sistema Trani" che riguardava i pm Antonio Savasta e Michele Nardi) e il poliziotto Filippo Paradiso che avrebbe fatto da tramite tra Capristo e Amara.

Amara e Paradiso si sarebbero resi protagonisti di "una incessante attività di raccomandazione, persuasione, sollecitazione svolta, in favore di Capristo, su membri del Csm" per un incarico direttivo a Carlo Maria Capristo che nel 2016 cessava la funzione di procuratore capo a Trani. Tale attività sarebbe stata svolta non solo su membri del Consiglio superiore della magistratura conosciuti "direttamente o indirettamente", ma anche su "soggetti ritenuti in grado di influire su questi ultimi, in occasione della pubblicazione di posti direttivi vacanti d'interesse del Capristo (fra cui la Procura generale di Firenze, la Procura della Repubblica di Taranto ed altri ancora)".

L'inchiesta del 2020

Nel maggio del 2020 Capristo è stato arrestato (per poi tornare libero nel mese di agosto) nell'ambito di un'altra inchiesta per cui è allo stato attuale a processo per tentata concussione, falso in atto pubblico e truffa aggravata. L'ex capo della procura ionica finì ai domiciliari con l'accusa di presunte pressioni a due magistrati insieme a tre imprenditori e a un poliziotto. Proprio per questa vicenda è iniziato il processo al tribunale di Potenza. La procura di Trani inizialmente archiviò l'inchiesta, ma successivamente la procura generale di Bari le tolse l'incarico trasmettendo il fascicolo per competenza funzionale alla procura di Potenza.

Secondo l'accusa, tutti i cinque indagati (compreso Capristo) "compivano atti idonei diretti in modo non equivoco ad indurre un giovane sostituto procuratore della Repubblica in servizio nella Procura di Trani a perseguire in sede penale, senza che ne ricorressero i presupposti di fatto e diritto, la persona" che era statata denunciata "infondatamente" per usura. Vennero inoltre contestate le accuse di truffa ai danni dello Stato e falso ideologico nei confronti dello stesso procuratore e dell'ispettore di polizia. Furono poi avviate perquisizioni nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro degli indagati. Tra gli indagati dell'inchiesta anche Antonino Di Maio, ex procuratore di Trani, con l'accusa di abuso d'ufficio e favoreggiamento personale.

La Loggia Ungheria

Amara nelle scorse settimane ha rilasciato un'intervista a Piazzapulita su La7, rivelando alcuni dettagli sulla cosiddetta Loggia Ungheria: "Tra di noi ci riconoscevamo con tre tocchi dell'indice sul polso. Tra di noi, soltanto la prima volta o se c'erano dei dubbi, ci riconoscevamo così. Cercavo di limitare le mie deposizioni ai fatti rispetto ai quali ero e sono assolutamente certo, che descrivono, a mio avviso, molto peggio che non un'associazione segreta".

Per un certo periodo di tempo, ha riferito Amara, per lui sarebbe stato molto facile acquisire o delle registrazioni o degli audio. E avrebbe registrato alcune delle persone che fanno parte dell'associazione Ungheria. Ci sono dunque delle registrazioni effettuate dall'avvocato che riguardano i soggetti appartenenti alla Loggia Ungheria.