Il mistero della carovana di sinti siciliani

Non sono rom, sono italiani. Girano per Milano con una lussuosa carovana di roulottes. Vivono sgozzando tacchini per strada e facendo gli arrotini. Il nuovo degrado milanese parla siciliano

Il mistero della carovana di sinti siciliani

Il degrado senza fine di Milano questa volta parla siciliano. Una carovana di sei roulottes si aggira da settimane nelle vie più defilate intorno al Parco Lambro a Milano. Qui possono parcheggiare e fare ciò che vogliono. "I vigili sono venuti, ci conoscono e qui possiamo stare". Non si tratta di rom ma di sinti siciliani, quindi "italiani" ribadiscono a gran voce. Occupano abusivamente il suolo pubblico diventando padroni della strada. Stendono panni al sole, cucinano, mentre i bambini scorrazzano e si vedono sgozzare davanti agli occhi tacchini e galline direttamente sulle panchine, che fanno da pranzo e cena. Non parliamo di mezzi sgangherati e datati ma di roulottes di ultima generazione, con interni in legno, ben accessoriate, elettrodomestici all'avanguardia, trainate da macchine di grossa cilindrata.

Dopo diverse e ripetute segnalazioni da parte dei cittadini del quartiere ci attiviamo con le telecamere de IlGiornale.it per denunciare la realtà che si presenta quotidianamente. Nel nostro blitz siamo accompagnati da Gianluca Boari, consigliere di zona3.
Sono le 10:00 di mattina e decidiamo di seguire gli spostamenti della carovana, che da via Cima si sposta in via Casasco e da qui in via Pusiano. Li becchiamo proprio in quest'ultima via. I primi a vederci sono due bambini e noi ci avviciniamo per capirne di più. Incontriamo solo donne e bambini, gli uomini "sono a prenotare i vaccini" ci dicono. Nessuno vuole essere ripreso, non siamo ospiti graditi, ma noi riusciamo a entrare in una roulotte per vedere in che condizioni abitano. Arredamento in radica, dai fornelli, al frigorifero, ai letti, tutto è dignitoso e ben organizzato. Nessun animale:"Che schifo!" ci rispondono. Subito si alzano voci e rimproveri in tipico accento siculo, i bambini piangono, le donne urlano. Ma perché sono a Milano, che tipo di lavoro fanno? "Facciamo l'arrotino. Noi arrotiamo coltelli, ombrelli, per dare da mangiare ai bambini" ci dicono che nella zona sono conosciuti, sia dai residenti che dalle forze dell'ordine che, a detta loro, gli danno addirittura il permesso di rimanere e di parcheggiare. I mariti invece sono tutti a fare la spesa e a prenotare vaccini, "perché in Sicilia la sanità non funziona".
Da alcune foto scattate nei lunghi momenti di sosta, si vede chiaramente come viene sgozzato un tacchino a cielo aperto, sotto gli occhi di passanti, e le piume vengono abbandonate e ritrovate nei giardini poco distanti.

Secondo la squadra speciale di polizia di quartiere, sarebbero sinti siciliani provenienti dalla Sicilia coinvolti in traffici illeciti, in versione "trasportatori" tra nord e sud. Eppure nessuno ha voglia di indagare, di vederci chiaro e di capire cosa si nasconde dietro. Alle nostre domande si capisce chiaramente che le donne sono in difficoltà e non sanno cosa rispondere, così ci rifilano la prima scusa che viene in mente.
Domandiamo se sono in regola con i documenti dei mezzi e come siano riusciti a comprarli. Chi dice di averla ereditata dai nonni, chi la sta pagando a rate con cambiali, eppure appena giriamo i tacchi spunta una Golf bianca ultimo modello che aggancia proprio la roulotte che abbiamo filmato e se la svigna. Insomma, non sono proprio dei poverini, anzi.

Infatti ci fermiamo per un lungo appostamento in macchina e le donne che abbiamo intervistato poco prima si danno un gran da fare a ritirare i panni alla svelta, i bambini recuperano i giochi sparsi per strada e uno alla volta spuntano gli uomini che agganciano le rispettive roulottes alle macchine diretti chissà dove. Basta cambiare zona per non avere grane. Tutti sanno ma nessuno fa.

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