Nove anni per l’ex ministro Mannino. Procuratore generale di Palermo. "Ha provato a fermare la strategia stragista di Cosa nostra"

Chiesti nove anni per l’ex ministro Calogero Mannino. Avrebbe avuto un ruolo chiave nella trattativa Stato-Mafia

Nove anni per l’ex ministro Mannino. Procuratore generale di Palermo. "Ha provato a fermare la strategia stragista di Cosa nostra"

La pena a nove anni di carcere è stata chiesta dalla Procura generale di Palermo nei confronti dell'ex ministro Calogero Mannino nel processo stralcio d'Appello per la cosiddetta trattativa tra Stato e mafia che lo vede imputato per minaccia a corpo politico dello Stato. "Le acquisizioni probatorie confermano il timore dell'onorevole Mannino di essere ucciso e le sue azioni per attivare un turpe do ut Des per stoppare la strategia stragista attivata da Cosa nostra", ha spiegato il procuratore generale Sergio Barbiera prima della richiesta di condanna per l'ex ministro.

In primo grado, nel Novembre 2015, Mannino era stato assolto dall'accusa di minaccia a corpo politico dello Stato. "In riforma alla sentenza di primo grado si chiede la conferma penale dell'imputato e la condanna a 9 anni di reclusione, così come chiesto dal pubblico ministero in primo grado": scrive il procuratore generale Giuseppe Fici, al termine della requisitoria. Il processo si svolge, con il rito abbreviato, dinanzi al collegio presieduto da Adriana Piras. In primo grado era stato assolto dal gup Marina Pitruzzella. "Abbiamo esposto dei fatti provati - ha proseguito il pg - al di là di ogni ragionevole dubbio". "Le acquisizioni probatorie confermano inoppugnabilmente il timore dell'onorevole Mannino di essere ucciso, così come sostenuto dall'accusa".

L'accusa aveva spiegato che "Giovanni Brusca ha dichiarato di avere ricevuto l'incarico di predisporre, subito dopo l'attentato di Capaci, l'omicidio dell'odierno imputato, Calogero Mannino. Anche Francesco Onorato conferma che Mannino si deve ucciderèe. E l'ex capo mandamento Antonino Giuffrè, vicino al boss Provenzano, ha detto che: Falcone, Lima e Mannino erano nella lista delle persone da uccidere - aveva proseguito il magistrato - deliberata dalla riunione della commissione provinciale di cosa nostra, riunitasi nel dicembre 1991. Decisione da adottare in caso di esito sfavorevole della (imminente) sentenza del maxi processo da parte della Cassazione". La parola passa adesso alle parti civili e alla difesa dell'ex politico. La sentenza dovrebbe essere emessa prima dell'estate.

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