​In memoria del grande Glenn

Il 7 aprile del 2017 moriva Glenn O'Brien. Fu tutto ciò che desiderava essere. Ma, prima di tutto, fu un uomo, come spieghiamo qui

​In memoria del grande Glenn

Glenn O'Brien fu tutto quello che decise di essere. Giovanissimo, entrò nella Factory di Andy Warhol, per poi esser rapito dalla televisione - "è una forma di governo", disse una volta - e dall'arte, diventando amico (tra gli altri) di Jean-Michel Basquiat, al quale dedicò un film. Bon vivant ed esperto di moda, sapeva fare la boxe e cucinare un risotto perfetto. Fu tutto. O, forse, Glenn O'Brien fu semplicemente un uomo: "La virilità - scrisse in Essere uomo (Piemme) - è un regno che voi potete governare. Usate la testa. Fate del vostro meglio. Non statevene lì senza reagire. Alzatevi e fate la vostra parte. Dite le cose come stanno. Fate quello che va fatto. Vivete normalmente. Dite a tutti dove se lo possono infilare. Non svicolate. Date tutto quello che dovete dare. Siate coerenti. Fate seguire i fatti alle parole. Colpite nel segno. Prendetevi le vostre responsabilità. E alla fine lasciate al mondo qualcosa di memorabile".

Glenn O'Brien, con i suoi capelli alla Giulio Cesare e la barba incolta prima ancora che fosse di moda, non aveva stile. Era lo stile. Aveva consigli su tutto perché aveva vissuto tutto. Indimenticabili alcune sue massime: "Il matrimonio è come il casinò di Las Vegas: truccato a tuo svantaggio e difficile da battere, ma lo stessso divertente". Difficile non esser d'accordo con lui.

Era un progressista nel senso più puro del termine: credeva infatti che la vita delle persone dovessere essere dedicata al proprio miglioramento: "Essere uomini significa dare il meglio. L'evoluzione riguarda noi. Messo nella condizione giusta e sforzandosi un po', un uomo può essere molto più che solo un uomo; può essere un gentiluomo, uno sportivo, un inventore, un artista, un filosofo, un bardo, un mago, un eroe".

Dispensò consigli su tutto: dalle cravatte ai peli sul petto, fino alle parole da pronunciare sul letto di morte. Non fu mai banale. E mai sbagliò. Tranne forse una volta: quando sdoganò le calze sotto i sandali, anche se solo per coprire piedi certamente non perfetti.De mortuis nihil nisi bonum: "Dei morti niente si dica se non il bene". Per questo gli concediamo il beneficio del dubbio. Ma solo se a indossarli era lui. Perché era il grande Glenn.

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