Dichiarazione sulla correttezza: i 10 principi

Concorrenza, governo societario, investimenti e condotta responsabile delle imprese, cooperazione fiscale, lotta alla corruzione, interazione tra poteri pubblici e imprese, qualità della regolamentazione, istruzione finanziaria e tutela dei consumatori. Sono questi i 10 principi che compongono la dichiarazione siglata oggi dai ministri dei paesi Ocse

Dichiarazione sulla correttezza: i 10 principi

Parigi - Concorrenza, governo societario, investimenti e condotta responsabile delle imprese, cooperazione fiscale, lotta alla corruzione, interazione tra poteri pubblici e imprese (cioè lobbying), qualità della regolamentazione, istruzione finanziaria e tutela dei consumatori. Sono questi i temi sui cui si articolano i 10 principi che compongono la dichiarazione siglata oggi dai ministri dei paesi Ocse su correttezza, integrità e trasparenza.

I dieci punti "Penso che questa volta saranno le regole a mangiarsi i mostri", ha commentato il ministro Giulio Tremonti, che ha presieduto la riunione ministeriale Ocse, alludendo al paragone che spesso ha fatto tra la crisi e i mostri dei videogame. Correttezza, trasparenza e integrità sono "pietre miliari di un’economia che esige il sostegno e la fiducia del pubblico e risponde alle sue esigenze e aspettative", è l’incipit della dichiarazione. Una concorrenza efficace, poi, è "indispensabile per un mercato efficiente e sano e rafforza la produttività e la crescita economica" e le pratiche anticoncorrenziali vanno punti e scoraggiate. Il governo societario "dovrebbe promuovere il rispetto della legge, la responsabilità del cda nonchè l’equo trattamento e l’appropriata cooperazione con le parti interessate". La remunerazione e gli incentivi ai manager "dovrebbero essere coerenti con gli obiettivi di lungo termine della società e con le politiche di rischio". Le informazioni societarie devono essere "aggiornate e precise" e devono riguardare non solo le attività, la situazione finanziaria, ma anche i risultati non finanziari, i rischi prevedibili - in particolare i rischi sociali, etici e ambientali - l’azionariato e la governance. Le strutture societarie "non dovrebbero essere usate a fini illeciti" e le decisioni societarie dovrebbero tenere in dovuto conto le norme della condotta societaria responsabile. "Le imprese devono rispettare la lettera e lo spirito della legislazione fiscale", sottolinea inoltre la dichiarazione.

La lotta alla corruzione Un altro pilastro riguarda la corruzione, in particolare quella su operazioni internazionali: "Compromette il buon governo e lo sviluppo sostenibile e altera le condizioni della concorrenza". Il riciclaggio di capitali "è una grave minaccia per l’economia mondiale, che compromette l’integrità delle istituzioni finanziarie e dovrebbe essere perseguita legalmente e punita». L’interazione tra poteri pubblici e imprese, compreso il lobbying, «dovrebbe appoggiarsi su principi di trasparenza, integrità ed equità nei confronti di tutte le parti". Gli assetti regolamentari delle attività societarie e dei mercati dovrebbero perseguire "obiettivi strategici chiaramente individuati e generare vantaggi che ne giustifichino i costi". Last, but not least, "una regolamentazione finanziaria efficace è essenziale per sostenere il buon funzionamento e la stabilità del sistema finanziario e l’istruzione finanziaria e la tutela dei consumatori costituiscono un elemento importante di tale assetto". La raccomandazione finale rivolta "ai governi e agli attori privati" è di "prendere le misure adeguate per attuare la dichiarazione".

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