La portaerei cinese Liaoning è appena rientrata nella base navale di Qingdao, nella provincia dello Shandong, dopo oltre 40 giorni di esercitazioni in mare aperto. L’emittente statale del Dragone, China Central Television, ha riferito che il gruppo d’attacco guidato dalla prima portaerei della Marina di Pechino ha operato tra il Mar Cinese Meridionale e il Pacifico occidentale, svolgendo una lunga serie di test destinati a verificare la prontezza operativa delle forze navali di Pechino. Le attività hanno incluso missioni di difesa aerea, attacchi contro bersagli navali, operazioni di supporto logistico, simulazioni di soccorso a lungo raggio ed esercitazioni con fuoco reale. Ecco tutto quello che sappiamo.
La lunga esercitazione della portaerei cinese
La durata dell’addestramento e la varietà degli scenari affrontati hanno tuttavia alimentato interrogativi sugli obiettivi reali della missione della Liaoning. Secondo il South China Morning Post, uno degli aspetti più significativi dell’esercitazione è stato il ricorso a nuove forme di cooperazione tra diverse piattaforme militari. Le immagini diffuse mostrano infatti la partecipazione della nave d’assalto anfibio Anhui, appartenente alla classe Type 075, una presenza considerata insolita accanto a una portaerei.
La nave, entrata in servizio nel 2022, è progettata per trasportare elicotteri e supportare operazioni di sbarco, mentre la Liaoning è destinata principalmente alla proiezione della potenza aerea e navale. Diversi analisti ritengono dunque che l’obiettivo dei test prolungati coincidesse con il coordinamento tra unità con compiti differenti in vista di possibili operazioni congiunte a grande distanza dalle coste cinesi.
Durante le manovre sono stati inoltre effettuati decolli e atterraggi al tramonto e in condizioni notturne, elementi che indicano la volontà di sviluppare una capacità operativa continuativa in qualsiasi condizione meteorologica. Era presente anche l’aereo cisterna YY-20, utilizzato per il rifornimento in volo dei caccia imbarcati.
【Chinese PLAN Task Group Liaoning Completes Combat-Oriented Far-Sea Training】
— ChinaNavy (@China_Navy) June 24, 2026
On the morning of June 22, the Chinese PLAN Task Group Liaoning returned to the home port of Qingdao after successfully completing the combat-oriented far-sea training.
During the more-than-40-day… pic.twitter.com/ULYDsIBeU7
A cosa punta Pechino
L’agenzia Reuters ha aggiunto un particolare curioso: ossia che l’addestramento sarebbe stato orientato al miglioramento delle operazioni in mare aperto e alla preparazione per scenari di combattimento complessi. Il gruppo navale della Liaoning ha condotto esercitazioni congiunte con una formazione anfibia nel Pacifico occidentale, come anticipato con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra le diverse componenti della Marina cinese.
I media statali hanno inoltre sottolineato che durante la missione le unità cinesi avrebbero gestito in modo “professionale e prudente” attività di monitoraggio ravvicinato da parte di navi e velivoli giapponesi. Nei primi giorni di giugno, il ministero della Difesa di Tokyo aveva comunicato di aver osservato la portaerei e le navi di scorta operare a est dell’isola filippina di Luzon, registrando un’intensa attività aerea.
Le esercitazioni appena
completate dalla Liaoning confermano dunque la crescente attenzione della Cina verso capacità di proiezione militare a lunga distanza ma anche (e soprattutto) verso una maggiore integrazione tra forze navali, aeree e anfibie.