Starlink è diventato uno degli strumenti tecnologici più importanti della guerra in Ucraina. Per questo è finito nel mirino di Russia e Cina. Il motivo è presto detto: il sistema satellitare di SpaceX ha garantito per anni comunicazioni sicure alle forze armate ucraine, contribuendo a mantenere operativi droni, collegamenti militari e trasmissioni di dati anche durante gli attacchi alle infrastrutture terrestri. Un passaggio decisivo è arrivato quando l'allora ministro ucraino per la Trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, ha promosso con SpaceX l'introduzione di una "whitelist" che ha disattivato i terminali Starlink utilizzati dalle unità russe. Ebbene, secondo Kiev quella misura ha compromesso la capacità delle forze di Mosca di coordinare le operazioni con i droni, rallentando diverse offensive e rafforzando il vantaggio operativo ucraino.
La strategia di Russia e Cina
Secondo quanto riportato da una lunga inchiesta realizzata da The Insider insieme a Der Spiegel e Le Monde, Russia e Cina avrebbero discusso in incontri riservati una strategia articolata per contrastare Starlink.
I documenti analizzati descrivono un piano sviluppato in più fasi. La prima prevede iniziative diplomatiche e legali per sostenere che la costellazione di satelliti di SpaceX rappresenti un rischio per il traffico spaziale e per la gestione delle orbite, con l'obiettivo di ottenere restrizioni internazionali contro l'espansione del sistema.
Successivamente, Mosca e Pechino punterebbero a occupare bande di frequenza e posizioni orbitali utili a Starlink, limitandone la crescita. Nei documenti compare anche la proposta cinese di sviluppare sistemi di disturbo elettromagnetico capaci di ridurre l'efficacia della rete satellitare. L'ultima fase, almeno secondo il materiale emerso dall'inchiesta, prevede invece operazioni cyber e persino la distruzione fisica dei satelliti attraverso tecnologie considerate relativamente economiche.
Perché Starlink spaventa Mosca e Pechino
Dalle carte analizzate emerge inoltre che Cina e Russia considerano la diffusione della rete Starlink una minaccia strategica, sostenendo che il controllo delle orbite basse e dello spettro elettromagnetico garantisca agli Stati Uniti un vantaggio militare difficilmente colmabile.
Certo, l'inchiesta non dimostra il fatto che Russia e Cina siano già in grado di neutralizzare completamente Starlink, ma evidenzia quanto il sistema sia ormai considerato un obiettivo prioritario nelle strategie militari. L'esperto ucraino di droni e diritto internazionale Yevhen Pronin ha infatti spiegato che la vera novità riguarda il ruolo dello Spazio come nuovo teatro di guerra. Se in passato i bersagli principali erano basi, aeroporti, navi o infrastrutture terrestri, oggi le reti satellitari sono essenziali per comunicazioni, navigazione, controllo dei droni e raccolta di informazioni.
A proposito: il Cremlino continua a sviluppare una propria rete di satelliti in orbita bassa per ridurre la dipendenza da tecnologie straniere.
Tuttavia, secondo il citato Pronin, Mosca resta molto indietro rispetto a Starlink per numero di satelliti, infrastrutture, velocità di dispiegamento ed esperienza operativa. Proprio questo ritardo renderebbe la cooperazione con la Cina un passaggio sempre più importante per le ambizioni e gli obiettivi di Vladimir Putin.
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