Alitalia, il tavolo con la Ue è in stallo

Il Mise alza i toni: "Serve una nuova strategia". Sbloccati gli stipendi di marzo

Alitalia, il tavolo con la Ue è in stallo

Il governo italiano è preoccupato per la trattativa con l'Europa sul futuro di Alitalia e «ritiene necessaria una nuova strategia di azione per permettere la continuità operativa della compagnia». Una nota diffusa in serata dal Mise dopo un incontro tra il ministro Giancarlo Giorgetti (in foto) e i commissari si ammette lo «stallo delle negoziazioni per il decollo della newco Ita».

La parte italiana starebbe valutando un'azione di forza nei confronti della Commissione, una specie di ultimatum per far decollare la nuova Alitalia in tempi brevi; ma di fatto uno scontro frontale non è al momento proponibile. I tempi tuttavia sono stretti e ogni giorno che passa la vecchia Alitalia è sempre più vicina alla fine, mentre la nuova Ita vede maggiori difficoltà di mercato. Tutto a vantaggio della concorrenza straniera.

La notizia positiva è che sono in arrivo gli stipendi di marzo. Lo ha comunicato il sottosegretario al Tesoro Claudio Durigon ai sindacati: «Sono convito che per Pasqua tutti i lavoratori Alitalia possano avere il proprio stipendio : abbiamo dato il mandato di cassa all'amministrazione straordinaria». Risolutivi sono stati i 24,7 milioni di aiuti autorizzati dalla Commissione europea. Ma anche qui Bruxelles non è stata amica dell'Italia: si tratta della terza e ultima tranche di ristori per 350 milioni: la prima rata di 199 e la seconda di 73 sono state pagate senza obiezioni. La terza era attesa di 77 milioni, scesi prima 55 e ora a 24,7. Senza una decisione in tempi rapidi, con gli stipendi in aprile saremo da capo: le buste paga a cui deve far fronte l'amministrazione straordinaria ammonterebbero a 9 milioni al mese, esclusa la Cig pagata dall'Inps. Durigon ha pronunciato una frase netta: «Stiamo combattendo con la Margrethe Vestager (Commissario Ue alla concorrenza ndr), una battaglia vera, per far capire l'importanza di avere una nostra compagnia». Sul tavolo ci sono le dimensioni l'Europa vuole un'Alitalia piccola, convinta che sarebbe più efficiente ; gli slot; il marchio. Ma senza il nome Alitalia, che Alitalia sarebbe? I termini dei negoziati sono duri. Aleggia poi il tema della continuità aziendale, e cioè dellle garanzie economiche che assicurino il futuro prossimo.

I sindacati che oggi incontreranno i commissari sono in tensione. «Fuori dal ministero sono assediato dai lavoratori di Alitalia che contestano il fatto che ciò che è concesso a Lufthansa e a Air Frane non è onsso ad Alitalia», ha detto Giorgetti riferendosi al tema degli aiuti di Stato «una disciplina costruita per un mondo che non c'è più, che forse non ritornerà». I sindacati, confederali e non, hanno sostenuto la necessità «di evitare lo stallo dell'attuale compagnia di bandiera e di far decollare Ita al più presto» (Cisl), rilevando che «dilatando i tempi si avvantaggia solo la concorrenza» (Uil) e paventando il rischio «che gli aerei possano essere lasciati a terra» (Fna).

Sul tema concorrenza va segnalato che secondo l'Antitrust tedesco, Lufthansa sta abusando della sua posizione di mercato dominante nella competizione per i voli passeggeri a lungo raggio. Quanto all'Alitalia in amministrazione straordinaria, il l direttore generale Giancarlo Zeni ha detto che nel 2020 la compagnia ha avuto minori ricavi per 1.040 milioni, con simmetrico contenimento dei costi di 1.020 milioni; il margine lordo è quindi peggiorato di 20 milioni.

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