Fiumicino bussa alla porta di Etihad

Fiumicino bussa alla porta di Etihad

Non si è ancora conclusa l'operazione Etihad-Alitalia, che già si apre un possibile nuovo investimento in Italia per l'Emirato di Abu Dhabi. Dopo la compagnia, come anticipato a suo tempo dal Giornale, c'è Fiumicino. Ieri per la prima volta Giovanni Castellucci, ad di Atlantia, la società che possiede il 95% di Aeroporti di Roma e il 7,44% di Alitalia, ha dichiarato la volontà di aprire il capitale di Adr (Aeroporti di Roma) a nuovi soci. Parlando in assemblea ha detto: «Vogliamo fare di Adr una piattaforma per la crescita globale e diventare operatori di riferimento. Farlo senza aprire il capitale sarebbe anacronistico». Il partner ideale s'identifica come chi possa «portare un contributo industriale». Anche arabi? - gli è stato chiesto con implicito riferimento a Etihad -, «anche arabi» la risposta.
Sono mesi che Castellucci sta tessendo la sua tela, ben dissimulando le proprie mosse e raccomandando la sistematica smentita di ogni voce. Numerosi i suoi viaggi ad Abu Dhabi, molto stretto il rapporto con Luca di Montezemolo che, muovendosi come «facilitatore» dell'operazione Alitalia, sembra aver abbinato questo ruolo anche per Adr. Ora le intenzioni cominciano a diventare evidenti, e si capisce come per Abu Dhabi, Alitalia e Fiumicino siano una liaison naturale. Al punto che l'operazione Adr potrebbe essere piuttosto vicina, in parallelo con l'ultima fase di trattativa con Alitalia. Del resto, il ruolo e l'efficienza di Fiumicino sono oggetto di precise richieste formulate da Etihad. Un grande aeroporto ben gestito, inoltre, è una generosa fonte di reddito.
Le tessere del mosaico vanno dunque disponendosi in modo sempre più intelleggibile. L'investimento di Abu Dhabi in Italia avrà, dunque, forti caratteristiche infrastrutturali, sarà strategico, di lungo termine; le fortune di una compagnia e del suo scalo interdipendono, e ne beneficerà l'intero trasporto aereo.
È chiaro che un investimento in Adr, seppure di minoranza, non sarà formalmente effettuato dalla stessa Etihad, perché l'Ue ravviserebbe un conflitto di interessi sanzionabile (e smantellabile). Il veicolo potrebbe essere una finanziaria ad hoc o la stessa società titolare dell'aeroporto di Abu Dhabi, la Abu Dhabi Airports company, oggi impegnata nella costruzione del nuovo hub che sarà inaugurato alle 7 del 17.7.2017. Adr non ha fretta; un anno fa ha ottenuto l'atteso aumento delle tariffe, con il contratto di programma in base al quale si è impegnata a 890 milioni di investimenti in 3 anni.
Quanto ad Alitalia, la famosa lettera di Etihad ieri è arrivata, ma è stata tenuta riservata in vista di un cda che, con ogni probabilità, sarà convocato per martedì 22. Castellucci ha detto, più volte, che la quota di Atlantia in Alitalia scenderà progressivamente per non compromettere la partecipazione a gare per la gestione di scali internazionali, nelle quali non è consentito l'intreccio azionario tra compagnie e aeroporti.

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