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Economia

Nuova gelata sul Pil francese: crescita a zero

Parigi paga dazio sui titoli di Stato e in Spagna il caro vita sale al 4,3%

Anche la Spagna va all'attacco: "In Italia un governo egoista"

Doccia gelata sulle economie di Francia e Spagna. A non far dormire sogni tranquilli a Emmanuel Macron e Pedro Sanchez sono i dati sul Pil, per il primo, e quelli sull’inflazione per il secondo. Nemmeno il tempo di esultare per un secondo trimestre tutto sommato solido (+0,2%) in un contesto economico complicato, che Parigi deve incassare una revisione delle stime di crescita da parte dell’istituto di statistica francese: in realtà, tra aprile e giugno si è registrata una variazione nulla mentre nei primi tre mesi dell’anno la contrazione del Pil è stata dello 0,2% e non dello 0,1% come annunciato inizialmente. Possono sembrare percentuali piccole, ma si tratta di diversi miliardi di euro in meno per fare una manovra di bilancio che si preannuncia ancora più complicata di quella dell’anno scorso per il premier Sebastien Lecornu. La Francia è ancora impelagata nella procedura di infrazione per deficit eccessivo da parte dell’Unione Europea, con un deficit di bilancio che per il 2026 è previsto per un 5%. Una percentuale molto alta, per un obiettivo che non sembra nemmeno così blindato verso il suo raggiungimento. Non sorprende quindi che per i titoli di Stato di Parigi i rendimenti sul decennale siano in continua risalita (ieri al 4,13%). Unica nota (parzialmente) lieta è quella sull’inflazione, con Parigi in virtù di una robusta produzione da energia nucleare riesce a subire di meno le conseguenze dei rincari energetici dovuti a Hormuz: il carovita è comunque salita al 2,4% ad agosto rispetto al 2,1% di luglio.

Chi non se la passa benissimo da questo punto di vista è la Spagna, con i prezzi che ad agosto sono schizzati al 4,3% (più del doppio rispetto all’obiettivo del 2% perseguito dalla Banca centrale europea). Secondo l’istituto nazionale di statistica spagnolo, i prezzi al consumo hanno registrato nel mese in corso un incremento dello 0,7% su base congiunturale (significa rispetto al mese antecedente). A mettere il turbo sono stati i prezzi dei carburanti e dei lubrificanti per autoveicoli privati, che aumentano anche in Spagna nonostante un taglio delle accise in corso, oltre alle quotazioni dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche.

Una situazione che alza notevolmente le quotazioni per un rialzo dei tassi d’interesse per la riunione di settembre della Banca centrale europea. L’esponente tedesca del board di Francoforte, Isabel Schnabel, ha già fatto capire che ci sarà una forte spinta affinché si rialzi ancora il costo del denaro nel tentativo di contenere la crescita dei prezzi, che in ogni caso dipende da cause esterne.

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