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La stanza di Feltri

Aboliamo il bollo e manteniamo il buon senso

Se il governo toglie una tassa, la misura è insufficiente. Se ne toglie due, è propaganda. Se lascia qualche euro in più nelle tasche degli italiani, è uno spot elettorale

Bollo auto

Alla cortese attenzione del direttore Feltri: «Quando il Governo di destra approva una legge giusta ed utile per gli italiani, provvedere immediatamente a criticarla perché: a) insufficiente a risolvere un problema; b) dannosa per la Sanità; c) ispirata da Trump; invisa all’UE che ci isolerà a livello internazionale; rappresenta uno spot elettorale alla ricerca di voti» (Tratto da Il manuale del perfetto campolarghista, edizioni Pidioti & Grullini). È quanto sta avvenendo con l’abolizione del bollo su auto piccole e medie e sui motocicli.

Gianluigi De Marchi

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Caro Gianluigi,

lei fotografa un vizio ormai diffuso nel nostro dibattito politico: quando una misura arriva dalla parte che non si apprezza, non la si può semplicemente giudicare per ciò che produce. Bisogna prima trovare un motivo per cui, in fondo, non va bene. E allora parte il rituale. Se il governo toglie una tassa, la misura è insufficiente. Se ne toglie due, è propaganda. Se lascia qualche euro in più nelle tasche degli italiani, è uno spot elettorale. Se invece non li lascia, è incapace di governare. E non può mancare l’argomento supremo: Trump. Ormai basta evocarlo e qualunque provvedimento assume dimensioni geopolitiche. Se poi entra in scena anche l’Unione Europea, il quadro è completo: una semplice norma fiscale diventa una crisi internazionale. Quanto alla Sanità, è il jolly nazionale. Qualunque euro che non venga speso dallo Stato può essere trasformato, con un adeguato esercizio di fantasia, in un euro sottratto agli ospedali. Il punto, però, è un altro. Una misura può essere insufficiente e contemporaneamente utile. Può essere migliorabile senza essere sbagliata. Può avere anche una finalità politica senza diventare dannosa. Del resto, sarebbe piuttosto singolare pretendere che un governo faccia politica senza cercare di realizzare il proprio

programma e senza sperare che gli elettori ne apprezzino i risultati. E se davvero si ritiene che l’abolizione del bollo per determinati veicoli sia una cattiva idea, basterebbe spiegare con chiarezza perché. Conti alla mano. Dati alla mano. Argomenti alla mano. Senza bisogno di tirare in ballo Trump, Bruxelles, la Sanità e le cavallette d’Egitto. Perché altrimenti si corre un rischio: di fronte a un provvedimento che può far risparmiare qualcosa a una parte dei cittadini, l’unica cosa che sembra abolita non è il bollo. È la capacità di dire: «Vediamo prima se funziona». E questa è una tassa che sarebbe bene abolire una volta per tutte: quella sulla libertà di riconoscere che una cosa utile può essere utile anche quando a farla è qualcuno che non votiamo. Sarebbe già un bel risparmio. Almeno di polemiche

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