Quando ha compiuto il suo attentato El Koudri era capace di intendere e di volere. Sarebbero queste le prime conclusioni a cui sono arrivati i periti nominati dal gip per far luce sulle condizioni mentali del marocchino di seconda generazione che, pur avendo un disturbo psichiatrico, nel momento in cui lo scorso 16 maggio a Modena si è lanciato con la sua automobile contro la folla, era consapevole del suo gesto. Il risultato della perizia nasce in base a quanto emerso nel corso dei colloqui e a seguito dello studio dei verbali redatti dal Csm.
Gli esiti della perizia saranno condivisi con i consulenti delle parti in attesa del 2 ottobre in cui sarà discussa in udienza. Se i risultati saranno confermati, anche alla luce delle ricerche online sull’Isis e Bin Laden e i video registrati contro l’Italia scoperti da Il Giornale, escludere la matrice terroristica del suo attentato in fase processuale diventerà difficile. D’altro canto gli stessi familiari della vittima dell’attentato, Monica Esposito, affermano, tramite l’avvocato Liborio Cataliotti che assiste la madre, un fratello e una sorella della vittima, che: «Se verrà ritenuto capace di intendere e di volere o se verrà ritenuto capace di intendere e di volere quanto basta, chiederemo che venga contestato il terrorismo». Cataliotti poi aggiunge che «perché un fatto venga definito terroristico deve essere finalizzato a indurre terrore, a destabilizzare le istituzioni» verificando così la consapevolezza del soggetto.
L’avvocato sottolinea come, dalle analisi svolte sui device di El Koudri, nei due mesi prima dell’attentato «un giorno su due El Koudri faceva ricerche specifiche sul web: Isis, Stato islamico». Se venisse contestato il terrorismo cambierebbe anche la competenza territoriale del processo che si sposterebbe da Modena alla procura distrettuale di Bologna.
Già nei giorni scorsi Deborah De Circo, il legale del fratello di Monica Esposito, aveva affermato che «Le modalità operative dell’intera azione emulano pienamente attacchi di terrorismo passati» sostenendo che si è trattato di un’azione premeditata e cosciente animata da un movente di odio socio-politico.
Come se non bastasse un’altra delle vittime rimasta ferita nell’attentato, lo chef Ermanno Muccini, ha sottolineato la matrice terroristica del gesto di El Koudri: «Non parliamo di un pazzo».
Muccini ha poi aggiunto: «Il punto è che il danno l’ha fatto ed è stato volontario, quindi non importa se sia o meno terroristico seppur, da quanto ho capito rispetto alle ultime notizie emerse, lo è».
Muccini, che ha ancora problemi alle braccia e al collo dopo l’attentato e non può tornare a lavorare, ha poi aggiunto: «L’attentatore ce l’ha con noi, con gli italiani e con il nostro Cristo perché non è contento di quello che ha. Voleva bruciare l’università che lo aveva fatto studiare? È nato in Italia, le prime generazioni non hanno causato mai grandi problemi ma le seconde sono scontente di tutto, di ciò che hanno. Quindi, secondo me, dovrebbero andare via se qua non si sentono a casa».
Bisognerebbe spiegarlo a chi ancora parla solo del gesto di un «folle» con «disagi psichici».
