È stato un venerdì di sangue in Cisgiordania. Gli scontri più cruenti degli ultimi mesi nell’area. Quattro palestinesi e due israeliani, uno dei quali ufficiale dell’Idf, sono stati uccisi in una sparatoria vicino all’avamposto di coloni di Havat Gilad, vicino a Nablus. La dinamica è poco chiara. Entrambi i gruppi si accusano a vicenda di aver iniziato l’azione per primi. L’esercito di Tel Aviv ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni di attacchi contro civili israeliani che facevano escursioni nella zona, nella cosiddetta Area A della Cisgiordania, sotto il controllo civile e di sicurezza dell’Autorità Palestinese e agli israeliani è vietato l’accesso. A quel punto un palestinese avrebbe sottratto un’arma al personale di sicurezza israeliano del vicino insediamento di Havat Gilad e ha aperto il fuoco, ferendo diversi israeliani prima di essere ucciso.
Essam Saifi, un leader del partito palestinese Fatah di Tell, ha dichiarato invece che circa 30 coloni hanno inizialmente attaccato la zona orientale del villaggio e hanno tentato di fare irruzione in due case. Quando i residenti sono usciti per affrontarli, i coloni hanno aperto il fuoco prima di andarsene. Mezz’ora dopo sono tornati, dando vita a una caotica sparatoria che ha coinvolto anche l’esercito israeliano. La reazione dello Stato ebraico è stata immediata. L’Idf ha affermato di prepararsi a un’importante operazione nella zona. Sono stati eretti posti di blocco e chiusi gli accessi a diverse città e villaggi. «C’è preoccupazione per un’escalation in tutta la Giudea e la Samaria. Stiamo conducendo azioni antiterrorismo per impedire che l’area precipiti in ulteriori violenze», ha dichiarato Avi Bluth, capo del comando centrale dell’esercito israeliano.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha promesso di agire «con tutta la forza contro i terroristi». Ha convocato una riunione d’emergenza e ha incaricato l’Idf di accelerare la legalizzazione degli avamposti non autorizzati in Cisgiordania e di crearne di nuovi. Ha ordinato la demolizione dell’abitazione del palestinese accusato di aver ucciso il colono e ha avviato un’operazione nei villaggi che prevede il sequestro di armi e la revoca dei permessi di lavoro. I soldati israeliani hanno arrestato in un ospedale di Nablus due persone ferite durante la sparatoria.
