Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:40
Politica estera

La Groenlandia si ribella ancora: stop alle trivelle Usa

La compagnia Greenland Energy deve rinviare i suoi progetti

La rabbia e l'orgoglio della gente dell'Isola fa parlare cartelli e t-shirt: "Non in vendita"

La Groenlandia ferma le trivelle della società vicina a Donald Trump. Le autorità dell’isola artica hanno costretto la Greenland Energy, compagnia petrolifera del Texas, a rinviare i piani di perforazione smentendo le affermazioni dell’inviato del presidente Usa secondo cui gli americani avrebbero potuto iniziare a estrarre petrolio già il prossimo anno. Come riporta il Guardian, nei giorni scorsi sono stati portati a terra sulla costa orientale della Groenlandia materiali per la preparazione delle trivellazioni, mossa che ha spinto il governo di Nuuk a lanciare un «severo avvertimento» per l’azione condotta senza permesso, e chiedendone lo stop. La Greenland Energy, quotata al Nasdaq, ha detto che ora punta a ottenere i necessari nulla osta per l’inverno del 2027, posticipando così i piani per sfruttare il potenziale di idrocarburi del bacino di Jameson Land. Sotto la regione secondo i dirigenti potrebbero trovarsi riserve di petrolio per un valore di 1.000 miliardi di dollari, e hanno annunciato l’intenzione di spendere 60 milioni per perforare due pozzi e fare delle ricerche.

Anche la 80 Mile, società quotata a Londra e partner della joint venture con Greenland Energy per il progetto, ha confermato il rinvio delle attività di perforazione. «Operare nell’Artico richiede pazienza, flessibilità e una prospettiva a lungo termine», ha affermato Robert Price, amministratore delegato di Greenland Energy.

Sebbene la Groenlandia abbia smesso di rilasciare nuove licenze petrolifere nel 2021 a causa dell’aggravarsi della crisi climatica, la 80 Mile ha ottenuto i diritti di esplorazione prima di allora, e gestisce l’iter autorizzativo tramite la sua controllata al 100 per cento, White Flame Energy. Sia l’impresa americana sia quella britannica hanno confermato a Cnbc di aver ricevuto un avviso formale da Nuuk, e mercoledì le azioni delle due compagnie hanno chiuso in ribasso rispettivamente del 44 e del 20 per cento. Questo ambizioso progetto petrolifero è sostenuto con forza da Phil McGraw (il personaggio televisivo noto come Dr. Phil) e dal governatore della Louisiana Jeff Landry, entrambi influenti alleati del presidente Trump. Si tratta dell’ultima iniziativa Maga per avvicinarsi all’isola che Trump ha minacciato di annettere, e se la scoperta dovesse avvicinarsi anche solo lontanamente a quanto dichiarato dall’azienda e l’avvio di una produzione su larga scala dovesse rivelarsi economicamente vantaggioso (due condizioni tutt’altro che scontate) il progetto potrebbe trasformare la Groenlandia in una «petrostato» artico.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.