«In Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta i canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti». Nel giorno in cui l’Italia ricorda la tragedia di Marcinelle, Giorgia Meloni lega la memoria dei 136 lavoratori italiani morti nella miniera belga alla battaglia del governo contro lo sfruttamento e l’illegalità nel mercato del lavoro. Il messaggio della premier, affidato a un videomessaggio per l’incontro Marcinelle 1956-2026 promosso dall’Ecr a Charleroi, punta il dito contro quei meccanismi che trasformano l’immigrazione irregolare in uno strumento per comprimere salari e tutele. «Chi sfrutta le persone, le schiavizza e alimenta i traffici criminali è indegno del modello sociale europeo», ha sottolineato Meloni. Un passaggio che inserisce la commemorazione della tragedia mineraria del 1956 nel dibattito politico europeo sull’immigrazione e sul lavoro. Per il governo, la differenza è netta: chi arriva legalmente,
rispetta le regole e contribuisce alla società deve essere tutelato; diverso è il fenomeno dei flussi clandestini utilizzati dalla criminalità e da una parte del sistema produttivo per disporre di manodopera vulnerabile e a basso costo. Marcinelle, nelle parole della premier, rappresenta infatti «il simbolo dello straordinario contributo che decine di milioni di italiani hanno dato al progresso delle Nazioni che li hanno accolti». Una storia di emigrazione regolata, fondata sul lavoro e sull’integrazione, che secondo Meloni non può essere confusa con i fenomeni attuali legati ai traffici illegali.
Il settantesimo anniversario della tragedia arriva mentre le istituzioni Ue si preparano a stabilire l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro. Una scelta sostenuta dall’Italia, che il governo considera un riconoscimento del valore della sicurezza e della dignità del lavoro. «Ricordare Marcinelle significa trasformare la memoria in un impegno concreto», ha affermato il vicepresidente esecutivo
della Commissione europea Raffaele Fitto, richiamando la necessità di rafforzare la tutela dei lavoratori. Anche il ministro del Lavoro Marina Calderone ha insistito sulla necessità di costruire un mercato del lavoro «sicuro, sereno e regolare».
Il punto politico indicato dall’esecutivo è quello della legalità: contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento significa difendere sia i lavoratori italiani sia gli stranieri che entrano nei percorsi regolari. Una linea che il governo porta avanti in Europa chiedendo maggiore attenzione al contrasto dei trafficanti e ai fenomeni che alimentano l’irregolarità. É proprio per questo che ieri e oggi Fratelli d’Italia ha omaggiato la memoria dei caduti e il valore del lavoro come fondamento della comunità nazionale ed europea.
