Osserva Martin Frei, co-fondatore e direttore creativo di Urwerk: Il tempo non è qualcosa che osserviamo. È qualcosa che abitiamo. Con l'UR-10, volevamo ampliare la prospettiva, per ricordarci che viviamo a bordo di un corpo celeste in costante movimento. Questa edizione finale blu colloca naturalmente questo orologio nel suo vero contesto: lo spazio. Parole significative che riportano il tempo nella sua reale collocazione, ossia all'interno di uno spazio, infinito e misurabile. Questa visione, poi, affonda le sue radici nella memoria di questa Maison, ossia fino ad un misterioso segnatempo di Gustave Sandoz, maestro orologiaio vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con tre quadranti astronomici, realizzato per l'Esposizione Universale di Chicago del 1893, restaurato da Gérard Baumgartner, padre di Felix, co-fondatore di Urwerk. L'UR-10 SpaceMeter, inquadra tale concept all'interno di una cassa ottagonale in due parti in titanio sabbiato da 45,4 x 44 mm (spessore, senza vetro glassbox in zaffiro, di 7,13 mm), chiusa sui tratti mediani esterni da alette ricurve ad abbracciare la carrure, estensioni del piano sottostante, su cui s'incastona il fondello in acciaio sabbiato, aperto sul meccanismo: il tutto, impone l'adattamento della corona al 12. Lo SpaceMeter è stato interpretato su quadrante blu (soli 25 pezzi), tipo pie-pan a satinatura circolare, con scala della minuteria periferica in cui le indicazioni fondono, come detto, il tempo nello spazio, prendendo in considerazione il moto di Rotazione intorno al proprio asse inclinato - e di Rivoluzione attorno al Sole - della Terra. In sintesi, ore e minuti si legano al movimento del nostro pianeta, espresso in chilometri e, per farlo, sono impiegati classici contatori rotondi. Si tratta di tre indicatori di distanza, cominciando da quello al 2, denominato Earth, che misura, graduato ad intervalli di 500 metri, la distanza di 10 km (giro completo della sfera) percorsi dalla Terra nella sua rotazione giornaliera; al 4, il contatore Sun registra ogni 1.000 km percorsi dal nostro pianeta nella sua orbita solare, con incrementi di 20 km; al 9, l'indicatore combina le due traiettorie, sincronizzando due scale da 1.000 km di Rotazione terrestre e 64.000 km di Rivoluzione solare. La lettura dell'ora, in un simile contesto, diviene secondaria, e la visione cosmica è evidente lato fondello, sulla scala 24 ore, sempre in blu, ad evocare la lunghezza percorsa dalla Terra in senso orario (Rotazione 40.075 km ad altezza Equatore) e antiorario (Rivoluzione 2.572.992 km al giorno) con le due distanze progressivamente incise ai quarti. L'orologio è animato dal calibro automatico UR-10-01 (bilanciere inerziale oscillante a 28.800 alternanze/ora, autonomia di 43 ore), connotato dalla Double Flow Turbine.
All'interno della massa oscillante circolare unidirezionale, infatti, si trova una turbina brevettata composta da due eliche sovrapposte che ruotano in direzioni opposte: quando il rotore non si muove nella direzione funzionale all'avvolgimento della molla di carica, la doppia turbina crea un flusso d'aria tra le due serie di pale e rallenta la suddetta rotazione, riducendo lo stress del sistema ed il consumo di energia non utile. Dotato di bracciale in titanio, l'UR-10 SpaceMeter Blue, tra i selezionati punti vendita italiani, si può trovare da Loft Hausmann & Co., in via di S. Giacomo 20, a Roma.