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Guerra

Allarme della Cia: “Mosca prepara raid contro Roma”. Incidenti a Est

Fonti lituane: la flotta ombra russa potrebbe essere usata per colpire nell’anno del voto.Pure Francia e Spagna

Il Drone Gerbera. ANSA/State Border Guard Service of Ukraine +++ NPK +++

La guerra viaggia e non ha bisogno di passaporto. Può arrivare dentro un container, attraversare un porto commerciale, confondersi con il traffico delle merci e aspettare al largo che qualcuno apra una porta. È questa l’ipotesi più inquietante contenuta nell’allarme che, secondo El Mundo, la Cia avrebbe trasmesso a Spagna, Francia e Italia: Mosca starebbe valutando la possibilità di lanciare droni Gerbera contro l’Europa meridionale da navi civili, eventualmente riconducibili alla cosiddetta flotta ombra russa. La fonte dell’indiscrezione sarebbe in realtà da ricercare a Vilnius. La Lituania, insieme ad altri Paesi alleati, sarebbe stata informata dei contenuti di queste informative poco dopo la visita a Mosca del 25 agosto del direttore della Cia, John Ratcliffe.

Troppo presto per titolare «La Russia prepara l’attacco». Più sobriamente, per i servizi segreti occidentali lo scenario è plausibile e l’allerta è già sul tavolo dei governi alleati. Con Parigi, sostengono gli analisti citati dal quotidiano spagnolo, in prima linea nel prenderlo sul serio. La novità, dunque, non è soltanto il drone. È il vettore. La nave mercantile diventa una piattaforma mobile, il Mediterraneo una possibile pista di decollo e il confine fra attività militare e traffico civile si fa ancora più sottile.

La scelta dell’Europa meridionale per un’operazione di questo tipo, potrebbe essere legata alla sua «vulnerabilità politica». In Spagna, Francia e Italia si terranno elezioni nel 2027. Secondo El Mundo, inoltre, la Spagna non dispone di sistemi di difesa aerea sufficienti a contrastare con efficacia eventuali attacchi di droni provenienti dal mare. Ancora prima della pubblicazione dell’articolo, il canale Telegram di Mosca filogovernativo Rybar aveva dedicato un post dal titolo «la cura russa per l’arroganza francese», ipotizzando una fornitura di Gerbera all’Algeria. Secondo lo scenario delineato dal canale, tali droni potrebbero raggiungere obiettivi strategici nel sud della Francia, tra cui importanti basi aeree, centrali nucleari e siti industriali.

Ed è qui che entra in gioco il Gerbera, che non è una semplice variante del Geran. Se Geran-1 e Geran-2 sono le versioni russe degli Shahed iraniani, ormai prodotti e sviluppati autonomamente da Mosca negli impianti di Alabuga e Izhevsk, il Gerbera è un drone-esca economico, pensato per saturare le difese aeree e confondere i radar, rendendo più difficile distinguere bersagli reali da quelli fittizi. La versatilità rende plausibile un suo impiego anche da piattaforme navali: non serve distruggere una città per ottenere un effetto strategico. Può bastare paralizzare un aeroporto, colpire un’infrastruttura critica o interrompere la rete elettrica.

Mentre si discute di una possibile operazione futura, il presente offre già una sequenza che sembra uscita da un manuale della guerra ibrida. In Polonia, nella notte, è andata a fuoco una stazione terrestre utilizzata da Starlink, infrastruttura che fornisce connettività anche all’Ucraina. Il ministro degli Affari digitali Gawkowski ha parlato di incendio deliberato e ha indicato il modus operandi russo, mentre le indagini sono ancora in corso. Il premier Donald Tusk ha definito poco plausibile l’ipotesi dell’incidente. In Moldavia, secondo la presidente Sandu, quattro droni russi hanno violato lo spazio aereo nazionale durante un massiccio attacco contro l’Ucraina; almeno uno è esploso nel nord del Paese. Le autorità moldave hanno successivamente riferito del ritrovamento di un velivolo compatibile con un Gerbera, dotato anche di una telecamera. E in Romania un piccolo drone è entrato nello spazio aereo nazionale e ha volato per circa quattro minuti prima di precipitare nei pressi di Solca, nella contea di Suceava. Non ci sono state vittime né danni materiali. Tutto questo mentre il Servizio di Intelligence della Difesa danese (DDIS) avverte che la Russia intensificherà la sua guerra ibrida contro l’Occidente, inclusi sabotaggi e attacchi informatici più frequenti che potrebbero causare danni e vittime maggiori. Per gli 007 di Copenaghen, inoltre, Mosca potrebbe anche schierare un numero limitato di truppe in un’area di confine della Nato, potenzialmente con il pretesto di proteggere le minoranze russe.

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