Ci sono segnali, così drammaticamente concreti, da valere più di tante parole.Nel momento in cui Zelensky rivela che gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono pronti ad andare a Mosca e a Kiev per due visite, oggi e domani, un drone russo colpisce la sede centrale dei servizi d’intelligence ucraini, lo Sbu, in pieno centro a Kiev. Un segnale talmente forte da mettere in dubbio la presenza dei due negoziatori a Kiev anche perché, nonostante le richieste ucraine di garantire le condizioni per il summit, il Cremlino ha fatto sapere che non intendono interrompere gli attacchi. È la solita strategia russa: dirsi disposti al dialogo per poi sabotarlo sistematicamente.Il raid russo ha preso di mira in maniera diretta l’ufficio del capo dello Sbu Oleksandr Poklad che però è rimasto illeso, forse non si trovava nemmeno nell’edificio. Nell’attacco è stata danneggiata anche la vicina cattedrale di Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco, che si affaccia sulla stessa via. Il messaggio di Mosca è duplice. Il primo: posiamo colpirvi ovunque. Il secondo: negoziate pure, se ci riuscite. Già perché i dubbi nella delegazione americana non sono pochi. Oggi a Mosca e domani a Kiev per stringere i tempi su indicazione di Trump. Ma da quanto emerge Witkoff «ha iniziato ad avere paura» e anche se la visita, al momento, è confermata, tutto può succedere (e cambiare) nel giro di poche ore. I preparativi logistici e tecnici non si fermano. «Come già avvenuto durante le precedenti visite diplomatiche della parte americana garantiremo il normale funzionamento dello spazio aereo russo affinché i negoziatori possano arrivare in sicurezza - ha detto Zelensky - La Russia deve fare altrettanto, garantendo la tregua e astenendosi da attacchi aerei per tutto il tempo necessario». Ma il Cremlino risponde picche. Alla domanda se fossero possibili accordi diretti tra Mosca e Kiev a questo proposito, il portavoce del Cremlino Peskov ha risposto che «no, non ce ne saranno». Anche sa da Washington filtrano rassicurazioni per la missione che potrebbe avere un ruolo chiave nella ricerca di una soluzione negoziale al conflitto e che arriva 10 giorni dopo l’incontro tra il direttore della Cia John Ratcliffe e i capi dei servizi di intelligence russi a Mosca.Il clima però resta tesissimo. Dopo l’attacco su Kiev, Zelensky promette risposte «in modo adeguato, significativo e, se possibile, in modo proporzionale all’attacco russo. Le nostre forze armate sosterranno questa risposta» ha detto, facendo anche sapere che lo stesso capo dello Sbu Poklad ha già individuato i luoghi da colpire in Russia per rispondere, resta da decidere solo il momento.Mentre il ministro degli Esteri Andrij Sybiha parla di grave escalation e spiega che «Mosca ha sferrato questo attacco proprio mentre era in corso un nuovo tentativo di pace, mettendo a nudo il suo reale rifiuto della diplomazia», chiedendo di intensificare la pressione su Putin per costringerlo al dialogo. L’ipotesi di negoziato, questa volta, c’è. La visita, per ora, resta pianificata. Ma gli equilibri tra Russia e Ucraina sono talmente deboli e precari che il banco può saltare in qualsiasi momento.

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