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Guerra

In Ucraina torna Starlink, a Oleshky pronta la tregua

Il sistema satellitare di Musk riattivato e stabile, la difesa di Kiev respira. Nella città martire del Kherson martedì inizia il cessate il fuoco

Un fermo immagine di un video della 34th Sperate Marine Brigade ucraina mostra la citta' di Olenshky. ANSA/34TH SEPARATE MARINE BRIGADE UKRAINE +++ UFFICIO STAMPA +++ FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++

La pace viene annunciata nei palazzi, ma deve passare attraverso un satellite. Zelensky conferma che Starlink e Starshield sono tornati a funzionare senza limitazioni. La connessione è stabile. Non è una questione di banda larga, o non soltanto. Al fronte, dove i droni hanno trasformato la distanza in un concetto elastico e il cielo in un’estensione della trincea, una connessione può decidere la sorte di un’operazione, la tenuta della logistica, la possibilità di intercettare gli Shahed russi. Zelensky ringrazia Washington, e nell’intervista ad Abc News, dichiara che farebbe la pace oggi stesso, se fosse possibile. Kiev accetterebbe di congelare il conflitto lungo le attuali linee del fronte, ma non cederà altri territori. La disponibilità ucraina si scontra con le dichiarazioni di Putin, che continua a evocare una Russia storica dai confini assai più ampi delle regioni occupate. Secondo l’«Institute for the Study of War», il richiamo alla Novorossiya suggerisce rivendicazioni che potrebbero estendersi fino a Odessa e Mykolaiv. Zelensky insiste su un principio elementare, benché non sempre rispettato nelle stanze della diplomazia: nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina. Per questo prepara nuovi incontri in Europa con gli inviati americani e i partner

europei, mentre si prospetta un altro ciclo di colloqui trilaterali, ad Abu Dhabi o in Svizzera. Tutto questo mentre la rivista statunitense The Atlantic rivela che il direttore della Cia Ratcliffe non si opporrà a Trump qualora decidesse di interrompere la condivisione delle informazioni d’intelligence con Kiev.

La diplomazia è anche una faccenda di infrastrutture, brevetti, barili e denaro. Il New York Times e il Financial Times hanno riferito di finanziamenti riconducibili al colosso russo Novatek dietro Polar LNG, società americana interessata a sviluppare un progetto di gas naturale in Alaska con tecnologia russa. Le ricostruzioni chiamano in causa Gentry Beach, investitore legato alla famiglia Trump. Secondo il vicepremier russo Novak, tre petroliere cariche di gasolio russo sono dirette verso il Nord America. Mosca parla di forniture per i mercati internazionali e di possibili consegne fino a 500mila tonnellate in ottobre.

Sul campo l’esercito ucraino sostiene che l’operazione Vivaldi abbia sventato i piani russi di accerchiare Sloviansk e Kramatorsk, fermando l’avanzata nemica e costringendo le forze di Mosca a passare sulla difensiva. A Konotop una donna è morta sotto le

macerie; a Lozova e Sinelnikova quattro persone sono rimaste uccise in un attacco missilistico. Kiev rivendica attacchi contro impianti industriali a Togliatti e Oryol; a Omsk, a circa 2.500 km dal confine, ci sono incendi dopo un’incursione di uav. Il ministero della Difesa moldavo ha confermato che il drone precipitato venerdì nel Paese è un Geran-4 russo. Rottami di uav anche in Lettonia. Secondo Forbes, le compagnie aeree di Mosca hanno subito perdite per 2 miliardi di euro nel 2026 a causa degli attacchi dei droni ucraini. A Oleshky è stata ufficializzata una tregua umanitaria da martedì. La missione è stata discussa dai garanti dei diritti umani russo e ucraino. Per il cancelliere tedesco Merz, Mosca cerca quotidianamente di destabilizzare la Germania

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