L’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, è famosa per le labirintiche grotte di sale e le verdi foreste di mangrovie. La sua storia parte da lontano. L'isola fu menzionata da Marco Polo in seguito notata per le sue potenzialità di colonia da Vasco da Gama. Ha avuto un ruolo primario fin dal 1621, quando i portoghesi vi costruirono un forte in pietra. Fu dominata anche da francesi, tedeschi e inglesi, fino a quando, poco dopo la seconda guerra mondiale ritornò sotto il controllo dell’Iran. Su quest'isola l'esploratore inglese William Baffin fu ucciso in battaglia contro i portoghesi nel 1622. Oltre alla posizione, la natura l'ha dotata, come dicevamo, della caratteristica peculiare delle grotte saline che sono valse al "Qeshm Geopark" un riconoscimento Unesco. Ma se un tempo i canyon attiravano i turisti, oggi ad attirare le bombe americane è quel che si cela nelle cavità sotterranee dell'isola. Teheran l'ha resa una base fortificata indistruttibile per droni, motovedette veloci e missili.
Da lì partono molte delle incursioni di Pasdaran. Ora lo sguardo del mondo è puntato su questa strategica isola. Qeshm ha il ruolo di "portaerei inaffondabile" della Repubblica islamica. Da quando la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran ha iniziato ad andare in frantumi, Qeshm è stata quasi quotidianamente nel mirino dei raid americani. Situata a soli 22 chilometri a sud della città portuale di Bandar Abbas, domina lo Stretto di Hormuz. Sebbene le cifre esatte sul numero di motovedette d'attacco rapido e batterie costiere iraniane nascoste nei suoi labirinti sotterranei dell'isola rimangano altamente classificate, il loro intento strategico è chiaro: controllare o chiudere efficacemente Hormuz. Qeshm è diventata il fulcro della guerra energetica del XXI secolo.
Con lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, Qeshm si è trovata al centro degli obiettivi strategici dei marines statunitensi. Le sue dimensioni imponenti – circa 1.445 km² – le consentono di dominare fisicamente l'ingresso dello stretto dal Golfo Persico, fungendo da tappo nel passaggio di transito energetico più vitale del mondo. Oggi, i 148.000 abitanti dell'isola sono prevalentemente musulmani sunniti che parlano il caratteristico dialetto Bandari. Le loro vite sono ancora scandite dal mare, che viene celebrato ogni anno durante il Nowruz Sayyadi, il Capodanno dei Pescatori, quando la pesca si ferma per onorare l'abbondanza dell’oceano. Qeshm è stata indicata come possibile obiettivo di un'offensiva di terra statunitense, nel tentativo di Washington di spezzare il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz. L'isola permette all'Iran di proiettare la propria influenza sul Golfo Persico.
Qualsiasi campagna statunitense nella regione si concentrerebbe probabilmente su due isole decisive: Kharg e Qeshm. L’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane e la sua conquista darebbe agli Stati Uniti la possibilità di interrompere il commercio energetico iraniano ed esercitare un'enorme pressione sull'economia.
Qeshm funge da "centro nevralgico di interdizione" allo scopo di bloccare il traffico in avvicinamento allo Stretto di Hormuz. Un’ulteriore minaccia da parte dell’Iran deriverebbe dalla sua capacità di lanciare attacchi dalla terraferma sul cruciale braccio di mare.
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