Se arriva a citare una sua acerrima nemica come Hillary Clinton, allora sembra proprio vero che Donald Trump sia in difficoltà e cerchi in ogni modo una vittoria da intestarsi per rilanciare la sua immagine di vincente e arrivare più forte all’appuntamento con il voto di Midterm. Al punto da confessare che, al momento, «stiamo mantenendo un basso profilo sull’Iran. Stiamo procedendo con discrezione». Non esattamente lo stile cui ha abituato Trump, soprattutto dopo le frenate del regime di Teheran sull’apertura dello Stretto di Hormuz e le parole contrarie al piano americano del premier israeliano Netanyahu. Parole e atteggiamenti non da lui che secondo indiscrezioni filtrate dalla Casa Bianca sarebbe disposto ad accontentarsi di una piena apertura di Hormuz per dichiarare vinta la guerra.
Trump ha spiegato ad Axios che l’amministrazione Usa sta preferendo la linea della prudenza e dell’attesa ma continua a esercitare pressione economica su Teheran. «Stiamo solo negoziando in modo parziale con loro. Stiamo semplicemente osservando l’Iran con la sua enorme inflazione e il fatto che non abbiano soldi», ha detto il tycoon. «L’Iran si trova in una situazione economica pessima, non ha i soldi per pagare le sue truppe e il blocco navale statunitense ha aggravato la crisi economica del regime», ha sottolineato Trump parlando di «partita a scacchi» in cui alla fine «si risolve sempre tutto». Ma più che una partita a scacchi sembra un vero e proprio braccio di ferro in cui ogni contributo può venire utile. Tanto che Trump utilizza anche l’odiatissima Hillary Clinton, rilanciando sul suo social Truth le dichiarazioni dell’ex first lady ed ex candidata dem. «Il mondo potrebbe non gradire il piano di Trump per Gaza, ma non c’è alternativa: se persino io, un’avversaria irriducibile del presidente, posso accettarlo come la migliore opzione, sicuramente anche altri possono farlo?», ha detto Hillary facendosi apprezzare dal tycoon.
Che, in ogni caso, non è nella migliore posizione anche a livello d’immagine. Dopo le indiscrezioni filtrate che anche i suoi più stretti collaboratori starebbero cercando una via d’uscita onorevole per chiudere il conflitto con l’Iran, spifferi dalla Casa Bianca dicono che Trump sperava che nella piena riapertura dello Stretto di Hormuz per dichiarare la vittoria e ridurre le operazioni militari anche, senza raggiungere nessun accordo sul programma nucleare di Teheran, tema che è sempre stato in testa alle sue priorità. Secondo quanto riferito al Wall Street Journal da funzionari americani, Washington non sarebbe però disposta ad accettare né restrizioni al passaggio delle navi americane né il pagamento di pedaggi a Teheran. Ma la frenata iraniana riduce i margini di manovra del presidente, stretto nella morsa di una guerra più lunga del previsto, dai malumori interni e dalle mosse iraniane che sanno di ricatto. Soprattutto per le proteste in casa dovute al prezzo della benzina schizzato alle stesse che, con l’avvicinarsi del delicato voto di Midterm, non è certo un bel biglietto da visita per Trump. Ecco quindi la voglia di chiudere la partita al più presto ma, questa volta, con un’inaspettata prudenza. Che certifica quanto il momento sia davvero delicato.
