L’impianto sotterraneo di Pickaxe Mountain, situato a pochi chilometri di distanza dal più noto sito di arricchimento dell’uranio di Natanz, colpito ripetutamente dai raid americani e israeliani insieme al centro di tecnologia nucleare di Isfahan, potrebbe essere il nuovo "cuore" del programma nucleare iraniano e, per questo, potrebbe essere uno dei nuovi obiettivi strategici individuati dagli analisti del Pentagono, che è tornato a sferrare raid aerei contro l'Iran dopo il completo fallimento dei negoziati per risolvere la crisi dello Stretto di Hormuz.
Considerato un obiettivo estremamente difficile da colpire, data la profondità a cui sono situati i tunnel sotterranei che attraversano il ventre delle montagne, potrebbe rendere inefficaci le più potenti bombe convenzionali americane, come le MOP, Massive Ordnance Penetrator GBU-57, sganciate dai bombardieri stealth B-2 sugli altri siti nucleari iraniani nell’operazione Midnight Hammer.
Il sito nucleare sotterraneo e pesantemente fortificato di “Pickaxe Mountain” è stato menzionato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha minacciato di distruggerlo mentre le tensioni tra Washington e Teheran si intensificano dopo il fallimento dei negoziati per la stabilizzazione dello Stretto di Hormuz, che avevano fatto passare in secondo piano uno dei punti focali del conflitto: l’uranio arricchito della Repubblica Islamica dell’Iran e le temute ipotesi di un suo futuro impiego.
Pickaxe Mountain si trova a sud di Teheran. Secondo quanto hanno lasciato trapelare le agenzie d’intelligence, è un “sito altamente fortificato che contiene due complessi di tunnel sotterranei”, che ne rendono difficile la “distruzione totale”. La struttura sotterranea è stata scavata in profondità nella montagna che fa parte della catena montuosa degli Zagros, formata dalla collisione della placca euroasiatica con la placca arabica, che si estende dai confini del Kurdistan allo Stretto di Hormuz e ha sempre rappresentato un ostacolo “naturale” sul versante occidentale dell’Iran. Interessante notare come un sito sotterraneo localizzato proprio in queste montagne, a poca distanza da Natanz, fosse stato identificato già mesi fa come il probabile “nascondiglio dell’uranio iraniano” da parte di un ex direttore dell’intelligence italiana.
Lì, sotto centinaia di metri di roccia granitica, sorgerebbe il nuovo cuore del programma nucleare di Teheran, che potrebbe custodire le scorte di uranio e le centrifughe per arricchirlo nei bunker a prova di bomba. Anche di quelle progettate appositamente per penetrare bersagli sotterranei altamente fortificati. Il sospetto è che Teheran stia “cercando di costruire un impianto segreto e non dichiarato per l'arricchimento dell'uranio, che fungerebbe da copertura strategica per il suo programma nucleare”, scrivono sul sito americano Al-Monitor, anche se la struttura, i cui lavori sono iniziati nel 2020, doveva essere “destinata esclusivamente all'assemblaggio e alla produzione di centrifughe avanzate”.
Il Commander in Chief degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato senza mezzi termini, con i toni che ormai è solito usare: “Elimineremo Pickaxe Mountain. Dite agli iraniani di tenersi pronti”, proseguendo: "Stiamo monitorando Pickaxe Mountain molto attentamente. Non vediamo alcuna attività lì. Non se la passano molto bene con la loro situazione nucleare. Ogni volta che ne sentiamo parlare, la facciamo saltare in aria. Quindi non amano parlarne. Ma probabilmente daremo un colpo a Pickaxe Mountain relativamente presto”. Il punto, considerate le informazioni relative al sito, è la capacità effettiva dell’arsenale convenzionale statunitense di “scalfire” la Montagna del Piccone e i bunker che si trovano al suo interno.
In una recente analisi pubblicata dal Washington Post, fonti informate sui fatti asserivano che, in seguito ai “devastanti attacchi militari statunitensi e israeliani” che hanno colpito i principali impianti nucleari dell’Iran - Fordow, Natanz e Isfahan - i pasdaran hanno “accelerato i lavori di costruzione in un misterioso complesso sotterraneo, profondamente interrato”, suggerendo che l'ultima mossa di Teheran starebbe “muovendosi per proteggere e potenzialmente ricostruire gli elementi sensibili del suo programma nucleare".
A sostegno di questa tesi ci sarebbero immagini satellitari che mostrerebbero l'intensificarsi dell'attività in un sito noto come Kuh-e Kolang Gaz La, o “Montagna del Piccone”, situato appena a sud del complesso nucleare di Natanz, uno degli obiettivi principali degli attacchi condotti in precedenza dagli americani, che hanno impiegato una combinazione di missili da crociera Tomahawk e bombe ad alta penetrazione GBU-57.
Lo scopo della struttura sotterranea che si trova all’interno di Pickaxe Mountain rimane ufficialmente non confermato. Nessuno, infatti, può asserire con certezza se il sito ospiti un nuovo impianto per l'assemblaggio di centrifughe, le macchine ad alta velocità utilizzate per l'arricchimento dell’uranio, se sia un “nuovo impianto clandestino di arricchimento dell’uranio" o il vero e unico deposito sicuro per le scorte iraniane di uranio arricchito oltre il 60% e destinato, con buone probabilità, all’utilizzo militare.
Un rapporto dell'8 settembre dell'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale, basato in parte su dati dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), aveva concluso che gli attacchi sferrati dagli americani e dagli israeliani nelle diverse operazioni lanciate contro l’Iran hanno “distrutto o reso inutilizzabili tutte le quasi 22.000 centrifughe iraniane”, asserendo che ciò aveva influito significativamente sul rallentamento dell’arricchimento dell’uranio per “uso bellico”. Come sappiamo, le stime a riguardo sono sempre state contraddittorie nel susseguirsi di roboanti affermazioni e puntuali smentite da parte della Casa Bianca, dell’Intelligence e degli osservatori e analisti esperti di energia atomica.
Stando a quanto affermato dal direttore della CIA, John Ratcliffe, per le agenzie di spionaggio statunitensi la “maggior parte dell’uranio arricchito” è ancora “intrappolata sotto le macerie di Isfahan e Fordow”. Ma la valutazione di piani operativi che prevedevano il sequestro dello stesso uranio da parte delle forze speciali americane ha sollevato dubbi sul fatto che le scorte fossero davvero “irraggiungibili”.
Terminato l'impegno che ha focalizzato l'attenzione sulla sicurezza interna, possiamo presumere che gli Stati Uniti, giunti al nono giorno di bombardamenti, amplieranno la portata della loro nuova ondata di attacchi contro l'Iran, colpendo ancora una volta obiettivi strategici e infrastrutture critiche in tutto il Paese e concentrandosi ancora una volta sulle coste in prossimità di Hormuz. Tuttavia, qualcosa di nuovo potrebbe accadere, specialmente dopo l'uccisione dei due militari americani caduti nella base di Muwaffaq Salti, poco distante da Amman, in Giordania, che Donald Trump ha dichiarato di voler vendicare.
Se il complesso sotterraneo di Pickaxe Mountain sia stato inserito tra i nuovi obiettivi del Pentagono, ce lo dirà il tempo.
Per ora, le analisi e le informazioni sembrano ripetersi continuamente nel considerare e riportare eventi simili tra loro, mostrando come la realtà dei conflitti contemporanei sia di rado scandita da grandi svolte strategiche ottenute sul campo, ma dalla ripetizione di azioni cinetiche e psicologiche che mirano a logorare le capacità e la volontà dell'avversario mentre l'economia interna o il consenso politico vengono sottoposti, laddove hanno un reale peso, al massimo stress, in attesa del collasso che può convincere i decisori politici a "mollare la presa" e cedere sui punti fondamentali che appartengono al piano diplomatico.
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