Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:59
Guerra

Sviatoslav Shevchuk: “La tregua chiesta da Leone, Meloni empatica con Kiev”

Il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina ha incontrato il Papa: “Era preoccupato: a Oleshky si muore di fame”

Benedizioni gay, Kiev boccia papa Francesco: "No ad ambiguità"

«A chi mi chiede come sto rispondo sempre che sono vivo. E non è poco: come si dice? Meglio un cane vivo che un leone morto». I quasi cinque anni sotto le bombe non hanno tolto il sorriso a Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa greco-cattolica ucraina che in questi giorni si trova a Roma, reduce dall’udienza con Leone XIV.

In queste ore è scattata la tregua umanitaria ad Oleshky. Che ruolo ha avuto il Papa?

«Era molto preoccupato perché a Oleshky si muore di fame da 7 mesi. È voluto intervenire dall’ospedale per chiedere una tregua. Ed ha funzionato davvero».

È soddisfatto del lavoro che sta facendo la diplomazia pontificia?

«Quella della Santa Sede è una diplomazia umanitaria: non fa rumore, ma è veramente efficiente. Lo vediamo per ciò che riguarda i prigionieri di guerra: alcuni mesi fa l’inviato del Papa, Matteo Zuppi, ha potuto visitare i nostri prigionieri in Russia. I russi lo avevano negato persino agli organismi internazionali».

Questo impegno sta facendo aumentare le conversioni al cattolicesimo tra gli ucraini?

«Noi non facciamo proselitismo. Ma ci rendiamo conto che c’è una maggiore sete di Dio. Il consumismo sta creando una relazione sbagliata dei cittadini con la propria patria e di reazione sta provocando una sete di Dio. A me fa male vedere che quando parliamo del nostro amore per la patria ucraina spesso non siamo più capiti in Occidente. Si parla troppo poco del patriottismo. Anzi: le devastazioni che abbiamo visto in queste settimane ci dicono che tra gli europei manca non solo un senso di responsabilità verso la patria, ma anche l’amore cristiano».

Voi che siete in guerra con che animo avete visto le immagini delle devastazioni?

«Siete stati attaccati. Queste proteste sono guidate da qualcuno. State attenti perché questa è una guerra ibrida fatta contro le vostre società e i vostri Stati. Solo il governo italiano ha capito che c’è qualcosa di molto preciso ed ha parlato di guerra ibrida dei russi dietro a questi attacchi».

Quale sarebbe l’obiettivo?

«Indebolire l’Europa. Mi è dispiaciuto sentire chi giustifica queste violenze lamentando le troppe spese per aiutare l’Ucraina. In pochi, però, parlano di chi ha portato la guerra in Europa. Ed è la guerra la vera fonte del disastro sia in Ucraina che a Milano».

Cosa ne pensa della posizione di Giorgia Meloni che ha ribadito il suo sostegno a Kyiv?

«Ha mostrato grande empatia per la nostra situazione. Le sono molto grato, Ha capito che noi ucraini stiamo lottando per la nostra ma anche per la vostra libertà».