“Sono pronto a incontrare Putin. Di sicuro, non a Mosca, né a Kiev. Ma se è pronto a incontrarmi, ci sono molti posti per farlo. Possiamo trovarne uno in Medioriente, Europa, Stati Uniti, ovunque". Lo afferma il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky in un'intervista al Gr1 Rai. "Non possiamo discutere semplicemente della cessione del Donbass", ha spiegato. "Se lasciamo il Donbass ai Russi, occuperanno i luoghi da noi meglio difesi senza alcuna perdita. Per costruire nuove linee di fortificazione potrebbe volerci un anno, un anno e mezzo. Potrebbero attaccare Kharkiv e altre città che contribuiscono molto al nostro Pil. E ci sarà una frattura nella società. E qualsiasi divisione è l'obiettivo chiave di Putin e la rovina della nostra indipendenza”. “Quali garanzie di sicurezza abbiamo se la Russia deciderà di avanzare di nuovo? Forse non lo farà subito oppure tra due o tre anni attaccherà di nuovo. Vogliamo anche che le garanzie di sicurezza prevedano una presenza europea e degli Stati Uniti", ha proseguito.
Quanto alle elezioni, farle "ora è contro la nostra legge. In secondo luogo dobbiamo dare sicurezza alle persone, ai soldati che devono votare. Come possiamo farlo sotto attacco?”, ha detto. Sulle sanzioni: ”Sappiamo quanto petrolio ha venduto la Russia, nonostante le sanzioni. Speriamo, comunque, che gli Stati Uniti le ripristinino presto”, ha sottolineato Zelensky che poi si è soffermato sugli errori ucraini in Donbass prima della guerra: “Sono stati sicuramente fatti anche degli errori, tutti sbagliano. Bisognerebbe tornare agli anni novanta, poi ai primi anni duemila ma Putin avrebbe ugualmente trovato un pretesto per occupare l’Ucraina”. Poi un commento su Trump: “Chi ha un rapporto migliore di me con Trump? Penso che abbiamo buone relazioni perché sono una delle poche persone che gli dice quello che pensa. Non ci sono molte persone che possono dire al Presidente degli Stati Uniti che non ha sempre ragione. Abbiamo bisogno di supporto dagli Stati Uniti, non solo militarmente. Anche loro hanno bisogno di noi e della nostra esperienza acquisita in questi anni di guerra”.
Da Zelensky parole di elogio per Giorgia Meloni, "una leader forte non solo in tutta Europa ma anche a Bruxelles. È una delle voci più esplicite, soprattutto per aiutare l'Ucraina. Oggi bisogna sbloccare i 90 miliardi di assistenza al nostro Paese. Dipende da tante voci e la voce di Georgia è molto importante per noi. Giorgia Meloni ha buone relazioni con gli Stati Uniti e gli Stati Uniti devono fare pressione sulla Russia per un cessate il fuoco e poi porre fine a questa guerra. Lo stesso si può dire di Bruxelles”. Riguardo il cessate il fuoco in Iran, il presidente ucraino ha commentato: “Mi congratulo con gli Stati Uniti per il risultato raggiunto. Renderà più facile affrontare questa crisi energetica.
Ad ogni modo il supporto alll'Ucraina, con le forniture di armamenti, deve continuare. Gli Stati Uniti erano più concentrati sul Medio Oriente, per questo i negoziati a tre con la Russia sono stati posticipati. Ma ripartiremo..."