I saperi industriali e artigianali sono le vere punte di diamante

Il Piemonte - «nuovo da sempre», «einaudiano di memoria» - è entrato nel Terzo millennio declinando innovazione e tecnologia, arte e cultura, promuovendo decine di centri d’eccellenza d’importanza europea, dove nasce la nuova imprenditorialità, dall’aereospaziale, alla meccatronica, all’automobilistica futuribile, all’information-technology, alle biotecnologie, ai nuovi impieghi nelle energie rinnovabili. Un’articolazione illuminata del territorio che si manifesta in una «nouvelle vague» del fare e del creare, fondendo tradizioni e novità che confluiscono in un tessuto ricco di proposte e di mutazioni che investono tutti i settori. «Un cambiamento permanente e duraturo - spiega Andrea Bairati, assessore regionale all’Industria e all’Innovazione - che oserei definire epocale e che sta mettendo il Piemonte in grado di competere con le grandi sfide della globalizzazione, della recente crisi economica e con gli inevitabili nuovi corsi del terzo millennio. Il nostro primo strumento saranno proprio i poli di innovazione, sui quali abbiamo stanziato oltre 90 milioni di euro, concepiti non solo con l’obiettivo di rafforzare le capacità già esistenti sul territorio piemontese, ma soprattutto per sostenere un processo di rispecializzazione, di costruzione di nuove filiere produttive e di sfruttamento di nuove opportunità che auspico contribuiranno a valorizzare al massimo le potenzialità presenti nella nostra Regione. In tutto il Piemonte sono coinvolte circa 870 imprese (il 70% Pmi), gli atenei piemontesi, i parchi scientifici e tecnologici e i tutti i principali centri di ricerca».
Una regione dai vasti primati in piena effervescenza imprenditoriale? «Al centro di una delle aree più sviluppate d’Europa - continua Bairati - il Piemonte gioca un ruolo essenziale nell’economia italiana, affiancando tradizione industriale e capacità di innovazione, propensione alla ricerca e qualità della vita, patrimonio artistico ed eccellenze enogastronomiche. Torino, è da sempre uno dei motori dello sviluppo economico e politico del Paese mentre la regione è dinamica sia nel settore industriale e manifatturiero sia in quello dei servizi, con risorse umane flessibili e preparate da un sistema formativo e universitario considerato tra i migliori d’Europa. Centri di ricerca e poli di innovazione di livello internazionale contribuiscono, poi, al consolidamento di un’economia basata sulla conoscenza e sullo sviluppo di servizi avanzati. Un contesto che ha consentito il successo delle Olimpiadi Invernali 2006 e la scelta di Torino come prima World Design Capital nel 2008». Non a caso il Piemonte produce da solo l’8,4% del Pil italiano. «Famosa a livello mondiale come culla dell’industria automobilistica (a Torino nacque, oltre un secolo fa, la Fiat ndr) la regione ospita aziende di rilievo anche nei settori della robotica, delle Ict, delle Scienze della vita, dell’energia, dell’ambiente e delle energie rinnovabili, dell’aerospazio, della logistica, della farmaceutica e dell’agroalimentare. Gli investimenti in innovazione sono pari all’1,8% del Prodotto interno lordo, mentre quelli del settore privato costituiscono quasi l’80% della spesa complessiva in ricerca e sviluppo. Con esportazioni pari a 37 miliardi, siamo la seconda regione italiana per investimenti esteri con oltre 660 aziende straniere che hanno deciso di investire da noi. Cambiare per rinasce, insomma, e innovare per competere».
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