La chemioterapia contro i tumori è uno dei trattamenti più comuni per combattere le metastasi. Alcune delle cellule “malate”, quelle cioè che provocano la malattia, mostrerebbero cambiamenti drastici entrando in uno stato simile a quello degli zombie, chiamato senescenza.
Cosa è stato scoperto
Un team di ricercatori del Trinity College di Dublino guidati dal biologo molecolare e immunologo del Trinity College di Dublino, Seamus Martin, ha scoperto i fattori molecolari che aiutano le cellule a fingere di essere in fin di vita e bloccano il processo di morte cellulare che viene chiamato Iap (proteine inibitrici dell’apoptosi). In questo modo, spingono le cellule verso la senescenza invece della morte cellulare continuando a sopravvivere e diffondersi. I nuovi risultati offrono potenziali bersagli che potrebbero contribuire a migliorare l’esito della chemioterapia.
I risultati degli esperimenti
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances. Martin e il suo team hanno iniziato trattando diverse linee cellulari tumorali con farmaci chemioterapici in grado di ucciderne circa il 40% delle cellule entro due giorni. Le cellule rimanenti, invece, hanno arrestato la loro proliferazione riuscendo a sopravvivere per oltre sette giorni, mostrando caratteristiche di senescenza, tra cui cambiamenti morfologici e secrezione di sostanze chimiche proinfiammatorie.
Il ruolo del sistema immunitario
C’è da fare un piccolo passo indietro per spiegare i meccanismi del nostro sistema immunitario che oltre a proteggerci dalle infezioni, svolge anche un ruolo fondamentale nel coordinare la riparazione e la sostituzione dei tessuti danneggiati, un processo chiamato “guarigione delle ferite”. Le capacità di guarigione del sistema immunitario stimolano la divisione cellulare all’interno del tessuto danneggiato per sostituire le cellule perse a causa della lesione e apportano nutrienti e ossigeno extra al tessuto leso innescando la crescita di nuovi vasi sanguigni.
Cosa fanno i tumori
Tuttavia, i tumori possono sfruttare queste capacità di guarigione delle ferite a proprio vantaggio, mimetizzandosi con tessuti danneggiati e ingannando il sistema immunitario, inducendolo ad aiutare le cellule maligne a dividersi e ad acquisire ossigeno e nutrienti extra invece di eliminarle. Per questi motivi, i tumori sono stati descritti come “ferite che non guariscono”, ma il meccanismo con cui attivano le capacità di guarigione del sistema immunitario è ancora poco chiaro. Questa ricerca, invece, fa luce sulle Iap che possono consentire ai tumori di sfuggire all’effetto citossico dei farmaci chemioterapici che si utilizzano comunemente.
Quali prospettive
“Scoprire come i tumori possano eludere gli effetti citotossici della chemioterapia ed entrare in senescenza è un problema importante e complesso - spiega Martin - Questi nuovi risultati suggeriscono possibili strategie per indebolire le difese dei tumori neutralizzando le Iap dopo la somministrazione di farmaci chemioterapici, bloccando così il loro ingresso nella senescenza e uccidendo un maggior numero di cellule tumorali”.
