Nell’articolo “Accoltellò i banditi in casa: pena di 15 anni al commerciante”, pubblicato il 21 luglio a firma Maria Sorbi, abbiamo erroneamente pubblicato la foto dell’avvocato Maurizio Condipodero, legale di fiducia del commerciante Francesco Putortì fino alle indagini preliminari, totalmente estraneo alla vicenda narrata. Ce ne scusiamo con i lettori e con il diretto interessato.
Francesco Putortì, macellaio 48enne di Oliveto, Reggio Calabria, rientra a casa e trova due ladri. È il 2024. Ne nasce una violenta colluttazione: Putortì afferra un coltello durante la colluttazione e colpisce i due mentre tentavano di fuggire. Il commerciante viene arrestato e incarcerato in via preventiva. Dopo quattro mesi di detenzione viene liberato.
L’accusa che pende contro di lui è di omicidio volontario e tentato omicidio. La Corte condanna Putortì a 15 anni e 6 mesi di reclusione. È un verdetto severo perché i giudici respingono tutte le tesi difensive più favorevoli: non riconoscono né la legittima difesa domiciliare né quella putativa. La difesa definisce la sentenza «durissima» e si riserva di valutare l’appello dopo il deposito delle motivazioni. Al momento la condanna è di primo grado, non definitiva.