«Il Campo largo? Ormai è monopolizzato da Conte». La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, ormai ex Pd, ha fondato Spazio Pubblico. E in questa intervista al Giornale boccia l’attuale assetto del centrosinistra. E mostra di apprezzare molto Marina Berlusconi: «Apprezzo le sue battaglie ma nel centrodestra è isolata».
Quattro anni di guerra in Ucraina. Non c’è alternativa al continuo invio di armi a Kiev?
«Nel corso di questi anni l’Europa sostenendo l’Ucraina non ha solamente aiutato un Paese invaso illegalmente ma ha fatto comprendere che la libertà e la democrazia non sono valori derogabili, ha migliorato la propria capacità difensiva e ha dimostrato a livello diplomatico di essere forte e determinata a non piegarsi all’imperialismo russo. A Kiev non inviamo solamente armi ma abbiamo un piano congiunto per lo sviluppo di nuove tecnologie, di intelligence predittiva e di nuovi strumenti per difendere il cyberspazio. Sostenendo l’Ucraina stiamo compiendo un passaggio comune per una piena integrazione europea anche sul piano difensivo. L’Ucraina ha dimostrato coraggio e straordinaria capacità di resistenza e credo che tra qualche anno anche la vasta schiera di neutralisti e putiniani di casa nostra sarà spazzata via dalla storia che gli uomini e le donne di Kiev stanno facendo ogni giorno».
Schlein sostiene che il campo largo dovrà aprirsi anche a realtà come Spazio pubblico, Calenda, Marattin. Non c’è alcuna possibilità di vedervi insieme alle politiche?
«Ha detto anche cose giuste su Ucraina e difesa comune, per sconfessarle al primo atto utile in Parlamento. Non basta mettere qualche parola buona nella centrifuga, servono atti concreti e gli ultimi, solo in ordine di tempo, ci dicono che il campo largo è stato definitivamente egemonizzato da Conte e dalla sua politica estera. Non mi piace mai usare la formula l’avevo detto, ma non bisogna neanche far finta di stupirsi. La nostra strada è una e ci porta fuori dalla contesa populista tra destra e sinistra. Siamo noi ad aprire a chiunque nel Pd e fuori dal Pd non è disposto a lasciarsi trascinare alla deriva».
Lei si candiderà alle politiche?
«Sono a disposizione della comunità di Spazio Pubblico e del Polo europeista che stiamo costruendo, ma il mio posto è a Bruxelles, che è l’unico luogo in cui immaginare una riforma della politica e da cui è possibile difendere la democrazia liberale. Credo che sia importante costruire una classe politica nuova sui territori che è quello a cui mi sto dedicando in queste settimane».
Marina Berlusconi sta provando a dare un nuovo volto a Fi. Ci sono battaglie che condivide con lei?
«Abbiamo sicuramente condiviso toni garantisti e temi liberali al referendum sulla separazione delle carriere. Buona parte di quella sconfitta va imputata al fatto che non c’erano né quei toni né quei temi. Apprezzo il suo tentativo di affermare una cultura compiutamente liberale nel centrodestra, ma in quello schieramento questa prova sembra desolatamente isolata e minoritaria. Non serve più battere la destra o battere la sinistra. L’avversario è il populismo, culturale prima ancora che politico».
Il suo movimento. Che percorso c’è davanti fino alle politiche?
«Stiamo rimettendo insieme molte realtà che non avevano un unico comun denominatore, abbiamo riportato alla partecipazione e alla militanza migliaia di persone che nel corso del tempo avevano preferito rimanere a casa perché delusi dalla progressiva resa al bipopulismo. A settembre formalizzeremo i coordinamenti regionali e promuoveremo una grande assemblea nazionale dal titolo Risvegliare l’Italia, cambiare l’Europa. Metteremo insieme nuove frontiere per la politica, intelligenza appassionata, ambizione di crescere per contare, innovazione culturale e sociale. È anche l’unico modo che conosco per fare politica e cambiare le cose».
