Il caso di Mario Roggero si è arricchito di una nuova voce, forse non adeguatamente forte a livello politico ma sicuramente dirompente a livello mediatico: è quella di Elon Musk, che da X ha commentato il caso in modo molto critico, schierandosi dalla parte del gioielliere. Rispondendo al post di un utente del social che esprimeva indignazione per la sentenza di condanna emessa contro il gioielliere, Musk ha scritto che “si tratta di una follia! Il giudice e il pubblico ministero in questo caso sono coloro che meritano questa condanna”.
Non è la prima volta che Musk si trova a commentare la cronaca italiana, anche con toni forti e decisi come questi. Ovviamente, la sua non è un’opinione capace di influenzare chi ha il potere decisionale ma è senz’altro un veicolo per portare il caso a un livello internazionale e, soprattutto, per sensibilizzare su un caso limite che difficilmente potrebbe verificarsi in un altro Paese, soprattutto per quanto concerne il risarcimento che ora le parti civili pretendono a seguito della sentenza di condanna definitiva.
Nel frattempo in Italia si è accesa la discussione sulla legittima difesa. Partendo dal presupposto che a Roggero non è stata riconosciuta perché, nella ricostruzione dei giudici, il gioielliere ha sparato ai rapinatori quando la minaccia era ormai cessata. Non c’erano più le condizioni per la difesa, secondo chi ha condannato Roggero, che non ha però considerato lo stato psichico e mentale di un uomo che pochi minuti prima aveva visto minacciare la propria famiglia (moglie e figlia) con una pistola e che aveva già subito rapine violente.
Da varie parti, anche a fronte di questo, si considera paradossale trasformare la vittima in carnefice: anche gli elettori di sinistra sono concordi su questo punto, anche perché al posto di Roggero ci sarebbe potuto essere chiunque e la maggior parte delle persone, inclusa la premier, considera spropositata la pena inflitta.
Il dibattito riapre così l'esigenza di una riflessione profonda su una normativa che sappia garantire una reale e concreta protezione a chi difende la propria casa e la propria attività, evitando che l'applicazione formale della legge finisca per penalizzare chi ha subito la violenza della rapina.
A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.