L’eredità politica di Umberto Bossi, il rapporto con il Nord e soprattutto il modo di intendere la politica lontano dai palazzi e vicino al territorio. Giancarlo Giorgetti torna alle origini della Lega e lo fa ricordando il fondatore del Carroccio, scomparso nel marzo scorso, durante la presentazione a Montecitorio del volume che raccoglie alcuni dei suoi discorsi politici e parlamentari.
“Umberto Bossi ha dato un’identità politica e una coscienza politica al Nord. Questa è la sua vera eredità”, ha spiegato il ministro dell’Economia. Un ricordo che per Giorgetti è inevitabilmente anche personale, dopo i lunghi anni trascorsi fianco a fianco con il Senatùr: “Tutto quello che ho imparato della politica me lo ha insegnato lui con i fatti”. E proprio dai fatti, secondo il titolare del Tesoro, era partita l’avventura politica di Bossi: “Venendo dal basso, dal popolo e senza nessun mezzo, girava paese per paese con la macchina: questo è stato l’inizio della Lega”.
Poi gli aneddoti. Piccole lezioni politiche rimaste impresse nella memoria di Giorgetti, a partire dal rapporto che Bossi aveva con l’informazione. “Da giovane deputato non capivo come facesse a essere protagonista della politica, a prendere decisioni - quasi tutte azzeccate - senza mai leggere un giornale. Gli chiesi come facesse e lui mi rispose: ‘Ricordati che se leggi troppi giornali alla fine pensi quello che dicono loro e non quello che dovresti pensare tu’”. Una frase che Giorgetti continua ancora oggi a ripetere: “Fu la prima lezione, che ripeto ai colleghi che vivono tutto il giorno davanti al web e sui social: attenzione a non farvi condizionare”.
Il punto, nel metodo del fondatore della Lega, era un altro: mantenere un rapporto costante con ciò che accadeva fuori dai palazzi. Bossi, ha sottolineato Giorgetti, “voleva sempre un contatto diretto con la realtà”. Ed è proprio questo uno degli insegnamenti che il ministro rivendica di aver conservato: “È stato una scuola di politica e di vita, continuo con questo approccio, conservando i suoi insegnamenti, cercando di non farsi plagiare o corrompere dal ‘potere’, dal ‘potere di Roma’ e tutto quello che può ridurre le radici, le motivazioni e lo spirito che ci anima”. Un’eredità che Giorgetti lega inevitabilmente anche al luogo simbolo del Carroccio: “Lo spirito di Pontida è lo spirito che ci ha insegnato Bossi e finché a Pontida aleggia lo spirito di Bossi, lo spirito di Pontida e Bossi sopravvivono”.
