Scusate se arriviamo solo ora a commentare la notizia, ma eravamo presi a formalizzare l’iscrizione di nostro figlio: abbiamo scelto una scuola privata e cattolica, e dato che non avevamo ancora pagato la prima retta rischiavamo che ce lo lasciassero fuori...
E la notizia, eccola qua: il cardinal Matteo Zuppi - uno sprecato come ecclesiastico, dovrebbe fare il politico - ha tuonato contro le disuguaglianze educative ventilate dal governo e ha parlato di una scuola “aperta e inclusiva”. Quando le scuole cattoliche - che noi peraltro frequentammo otto anni - sono le più costose, esclusive, selettive e con una percentuale di studenti non italiani vicino allo zero.
Bravo don Matteo! Così si fa. Apriamo tutte le scuole a tutti! Gratis.
In un’epoca dove i diritti dei nostri figli sono minacciati da forze del maligno, la Luce del Signore e della sua Chiesa illumini il cammino e ci aiuti a distinguere il Bene dal Male, la destra dalla sinistra... “Ma cosa stai dicendo?!”. “Ma no, così, per fare l’apocalittico”.
Comunque. Il cardinal Zuppi l’abbiamo conosciuto. Tipo simpatico. Come Imam. Era il “delfino” di Papa Francesco. Ma andò male. E poi è difficile fare il delfino quando l’acqua è finita. Però, essendo prete e di sinistra, è uomo di gran cuore. Ama tutti. A parte i cattolici.
E per il resto, anche noi siamo per una scuola aperta e inclusiva. Ma, senza voler fare prediche, don Matteo, notiamo solo umilmente che occorre essere cauti. Le società multietniche diventano facilmente multirazziste.
