Ieri mentre eravamo in treno - partiti da Milano, dove ciclabili e taxi sono un incentivo a usare l’auto privata, e arrivati a Roma, dove il piazzale della Stazione è stato trasformato in una distesa di asfalto e bitume - abbiamo letto della nuova battaglia lanciata da Repubblica “Più alberi, meno auto” contro gli effetti del riscaldamento globale: un appello a cento città del Mediterraneo per rimuovere almeno il 15% delle strade oggi destinate al traffico di auto e moto, da rimpiazzare con aree verdi. Ci ha rincuorato quel “almeno”. Fosse per noi, anche il 50, o il 60%. Così invece che andare tutte le mattine a Milano a lavorare ci andiamo a fare villeggiatura.
Però, nell’attesa di sapere quanti sono i giornalisti di Repubblica che usano la bici per arrivare in redazione, ci permettiamo un contro-appello. Gentili sindaci - di Milano, dove negli ultimi anni sono cresciute più ciclabili che alberi; o di Roma, dove Gualtieri per “mettere in sicurezza” le strade usa la motosega più di Milei in Argentina; o di Firenze, disboscata a causa delle nuove linee della tramvia; o di Bari, dove per aumentare le infrastrutture di trasporto si è ridotto il patrimonio arboreo cittadino...: se proprio non volete piantare nuovi alberi, almeno risparmiate quelli che ci sono. Sarebbe già abbastanza.
In un Paese in cui i sindaci sono bravissimi a fare crescere gli alberi, purtroppo solo nei rendering, apprezziamo lo sforzo della sinistra; ma le consigliamo di applicare in ecologia lo stesso metodo che usa in politica. Stia ferma. Fa meno danni che a fare qualcosa.
