Una notte di missili e droni sull’Ucraina, mentre la tensione torna a lambire direttamente i confini europei. La Russia ha lanciato una nuova offensiva contro diverse regioni del Paese, colpendo con particolare intensità Kiev. Nella capitale almeno due persone sono morte e altre otto sono rimaste ferite. Le autorità ucraine riferiscono di tre diverse ondate di missili balistici e di danni a edifici residenziali, strutture sanitarie e infrastrutture. Anche un ospedale ostetrico è stato danneggiato dalle esplosioni, senza vittime al suo interno. Il bilancio si è aggravato nella regione di Kharkiv, dove un attacco contro un’azienda agricola a Stara Hnylytsia ha provocato sette morti e almeno dodici feriti secondo le autorità locali. Mosca, dal canto suo, sostiene di aver condotto un “massiccio attacco” contro obiettivi militari e logistici, tra cui centri di telecomunicazione a Kiev e depositi nella regione di Odessa utilizzati, secondo il ministero della Difesa russo, per materiale destinato alle forze ucraine. Ma questa volta l’attenzione non è rimasta confinata all’Ucraina. La presidente moldava Maia Sandu ha denunciato l’ingresso di quattro droni russi nello spazio aereo del Paese e ha riferito che almeno uno è esploso nel nord della Moldavia. Il ministero degli Esteri di Chisinau ha parlato di una violazione della sovranità nazionale. In Romania, invece, un piccolo drone proveniente dalla direzione dell’Ucraina è rimasto nello spazio aereo nazionale per circa quattro minuti prima di precipitare nei pressi di Solca, senza provocare vittime o danni. Le autorità romene stanno ancora analizzando i resti del velivolo. È in questo clima che è esploso il caso dell’allerta sui Paesi del Mediterraneo. Il quotidiano spagnolo El Mundo, citando fonti anonime, ha riferito di informazioni raccolte dall’intelligence statunitense su una possibile operazione russa con droni lanciati dal mare contro Francia, Spagna o Italia. Secondo la ricostruzione, potrebbero essere utilizzati velivoli Gerbera trasportati all’interno di navi mercantili e fatti decollare a qualche centinaio di chilometri dalle coste. L’indiscrezione, però, non ha trovato conferma da parte italiana. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha escluso che a Roma sia arrivata un’allerta di questo tipo. “Non ci risulta”, ha ribadito, precisando che la smentita non equivale a negare l’esistenza di una più generale minaccia russa. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Non abbiamo mai avuto segnalazioni in questo senso”. Diverso, ha aggiunto, è il capitolo della guerra ibrida, dagli attacchi informatici ai tentativi di interferenza politica, sul quale i governi europei mantengono alta l’attenzione.
Mentre aumentano gli allarmi sul fronte militare, resta aperto anche quello diplomatico. Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che Kiev è disponibile alla proposta americana di un cessate il fuoco reciproco sulle infrastrutture energetiche. Washington sta lavorando anche alla riapertura del corridoio del grano nel Mar Nero e a un possibile incontro trilaterale tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, con Abu Dhabi tra le ipotesi sul tavolo. Il presidente ucraino ha indicato anche il G20 di dicembre come possibile occasione per un vertice al massimo livello. Da Mosca, però, la cautela resta massima. Il Cremlino considera ancora prematuro parlare di un incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump al G20 e insiste sulla necessità di arrivare a una soluzione duratura, non a una semplice tregua temporanea. Sul terreno, intanto, Kiev chiede nuovi intercettori contro i missili balistici e punta insieme a nove partner europei, tra cui l’Italia, sul programma Freyja per costruire una capacità comune di difesa antibalistica. Tra nuovi bombardamenti, droni che oltrepassano i confini e tentativi di riaprire un negoziato, le due dimensioni della guerra continuano così a correre in parallelo, mentre Washington prova a riavvicinare le parti, sul terreno la pressione militare non accenna a diminuire.
