Le toghe militari fanno le pulci alle stellette finite nell’orbita di Futuro Nazionale. Ma il perimetro degli accertamenti avviati dalla Procura militare di Roma sulla creatura politica di Vannacci potrebbe spingersi più lontano. Fino a Mosca. Nel comunicare l’apertura degli «accertamenti preliminari» sulla «posizione di appartenenti alle forze armate all’interno della struttura organizzativa» di Fn, il procuratore Marco De Paolis ha chiarito che le verifiche vengono svolte «anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera», e sono finalizzate ad accertare «l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare». Va da sé, la fonte estera che in queste ore incombe sul caso Vannacci è il Financial Times. Che all’ex generale ha dedicato un lungo articolo sulle presunte influenze russe intorno alla sua ascesa politica, muovendosi proprio dagli anni trascorsi da Vannacci come addetto militare nell’ambasciata italiana a Mosca, con funzioni di coordinamento della cooperazione militare.
A essere attenzionato potrebbe dunque essere anche quel periodo della carriera dell’attuale europarlamentare, all’epoca generale in servizio. A Mosca Vannacci arriva tra fine 2020 e inizio 2021. Sul Ft John Foreman, allora addetto militare britannico nella capitale russa, lo ricorda ben convinto che «la Russia dovrebbe essere un partner». Secondo il britannico, l’ufficiale italiano spingeva per riavviare la cooperazione militare con la Russia congelata dopo l’annessione della Crimea. Foreman attribuisce inoltre alcune sue valutazioni a una presunta «affinity» vannacciana verso «la Russia e il regime». Ma già nel 2023 l’Espresso aveva scavato sull’esperienza moscovita del generale, ricordando come nell’estate 2020 lo Stato maggiore della Difesa non avesse rilevato ostacoli. Una volta insediatosi, secondo quanto detto al settimanale da fonti diplomatiche di stanza a Mosca, il generale aveva poi stabilito «ottimi contatti con i militari russi», fornendo una lettura degli eventi «molto prudente, benevola». Nessuna segnalazione di potenziali minacce russe. Ma, aggiunge l’Espresso,
almeno al 2023 non erano «emersi trascorsi compromettenti di Vannacci con la Russia». Adesso, come detto, su quella pagina del curriculum vannacciano torna Ft, in diretta connessione con la parabola politica dell’ex generale e con la nascita di Fn. Che Nona Mikhelidze, ricercatrice dell’Istituto Affari Internazionali, sospetta addirittura possa essere «un progetto russo», mentre l’European Council on Foreign Relations definisce Vannacci un possibile «cavallo di Troia» di Mosca a Roma. Il tutto mentre il ministro Antonio Tajani lancia allarmi su possibili interferenze russe sulle prossime elezioni Ma Vannacci respinge tutto con sarcasmo. E alla definizione di cavallo di troia putiniano, replica: «Bene, vuol dire che siamo sulla giusta strada». E sugli accertamenti: «Non sono preoccupato».