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Il generale con Pd e Avs pure sull'antisemitismo

Propaganda da una parte e dall’altra

Gianni Alemanno, Roberto Vannacci in occasione del ‘Forum dell’indipendenza italiana, il sovranismo sociale per una vera identità europea’ promosso da Futuro nazionale - Vannacci. Orvieto, Domenica 20 Settembre 2026 (Foto Roberto Settonce/LaPresse) Gianni Alemanno, Roberto Vannacci on the occasion of the ‘Italian Independence Forum: Social Sovereigntism for a True European Identity,’ promoted by Futuro Nazionale – Vannacci. Orvieto, Sunday, September 20, 2026. (photo by Roberto Settonce/LaPresse)

Con la sinistra, anche sul ddl antisemitismo. «Noi voteremo contro». Con trenta roboanti secondi davanti ai suoi, Roberto Vannacci ha schierato Futuro Nazionale sul «No» alla legge che in questa settimana approda a Montecitorio. Lo ha fatto, il generale, con argomenti sbrigativi, o zoppicanti, e strizzando l’occhio ai «suoi» oltranzisti, proprio come Elly Schlein, che nel 2017 chiedeva misure fondate sulla definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance, e ora sostiene - falso clamoroso - che impediscano di criticare il governo israeliano. Propaganda smaccata, che liscia il pelo ai pro Pal di sinistra, proprio come Vannacci sembra puntare sul richiamo della foresta di una certa destra. «Futuro Nazionale voterà contro la legge sull’antisemitismo» ha annunciato il generale. «È una scelta coerente con i nostri principi - ha proseguito - offendere un ebreo non può essere più grave che offendere un cristiano, un buddista o un islamico. Chi offende, deve essere punito perché ha offeso una persona, a prescindere dalla sua religione, dal suo sesso, dal suo colore della pelle e dal suo orientamento sessuale. Non vogliamo creare, nel genere umano, “categorie” protette come i panda». Ha così mostrato di non aver letto il ddl, che non prevede aggravanti o sanzioni penali e non limita affatto il diritto di critica. Propaganda, come quella di Francesca Albanese, la relatrice Onu che continua a mistificare sulla cronaca e sulla storia. Anche per lei il ddl crea «una sorta di eccezione» a «favore» degli ebrei. E sarebbe una «mossa politica squallida», «pericolosissima», «incostituzionale». Molto serena.

Propaganda da una parte e dall’altra. «Noi non ce l’abbiamo con gli ebrei - garantisce Vannacci - anzi a me danno del sionista». Ma l’antisemitismo è una brutta bestia. «Ebreo è parola altamente infiammabile» insegna lo scrittore ebreo francese Marek Halter. Il tema va maneggiato con cura. E il passaggio è delicato per il contenuto del ddl e per l’impatto politico che avrà il voto.

Nel merito la legge è necessaria, lo attestano i dati sugli atti antisemiti in crescita esponenziale, e lo vedrebbe chiunque, tranne la sinistra che invece ravvisa invece a tutti i livelli l’urgenza di promuovere misure contro l’islamofobia. Come passaggio politico, il voto del ddl produrrà un altro sconquasso nel Pd, con l’annunciata uscita di Lele Fiano, già presidente della Comunità ebraica di Milano e figlio di Nedo Fiano (testimone di Auschwitz). La minoranza dem è sempre più irrequieta. Un «No» sarebbe «una ferita non sanabile» il monito di Fiano. Ne verrà fuori un Pd senza ebrei. E un centrodestra unico baluardo di questa battaglia di civiltà. Senza Vannacci.